Il Consiglio Regionale applichi il suo regolamento per ridare un briciolo di dignità all’istituzione

Riceviamo e pubblichiamo

Le dichiarazioni di scuse del consigliere Leone per riparare al grave comportamento messo in atto ieri durante le votazioni dell’ufficio di presidenza sono di una superficialità inaudita.

Rispediamo al mittente l’incomprensibile riferimento ad un non meglio precisato “moralismo di circostanza”, affermazione che la dice tutta sullo stato confusionale in cui versa l’ex assessore alla sanità, che a questo punto farebbe meglio a tacere per evitare ulteriori imbarazzi all’istituzione che si fregia di rappresentare.

Il Consiglio Regionale non è un lupanare o un’osteria di basso borgo. Questi atteggiamenti gettano discredito sulle istituzioni e ne minano la credibilità agli occhi dei cittadini. 

Quanto accaduto merita un provvedimento ufficiale immediato da parte del Presidente del Consiglio Regionale. Il regolamento parla chiaro: il comma 5 e il 6 dell’art 59 sono adamantini: 

5. “Quando un Consigliere abbia provocato tumulti o disordini nell’aula, o abbia trasceso ad ingiurie, minacce o vie di fatto, il Presidente, udito l’Ufficio di Presidenza, può, altresì, proporre al Consiglio di deliberare la censura. La censura comporta l’interdizione di partecipare ai lavori del Consiglio e delle Commissioni per un periodo da due a 15 gg. di sedute. Detto provvedimento deve essere adottato a maggioranza assoluta dai Consiglieri assegnati. 

6. Udite le spiegazioni del Consigliere interessato, la proposta di censura contro un Consigliere viene messa ai voti senza discussione per alzata di mano.”

Un provvedimento in questa direzione di certo non cancellerà la gravità di quanto accaduto, ma rappresenta un segnale importante per la serietà e la credibilità dell’istituzione che rappresentiamo. 

Mai avremmo immaginato di discutere la censura di un consigliere regionale, eppure il centrodestra lucano è riuscito anche in questa impresa. 

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radionoff
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