I virus possono essere un fattore di rischio per il cancro

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità circa il 15% di tutti i tumori origina da infezioni virali. Un recente studio pubblicato su Nature Medicine, ad opera dell’International Cancer Genome Consortium, ha evidenziato che nel DNA tumorale di 35 tipologie di neoplasie differenti sono presenti sequenze di origine virale nel 13% dei casi. Un legame, quello tra virus e tumori, che si fa sempre più chiaro. Fortunatamente grazie alla vaccinazione e allo sviluppo di terapie antivirali, il rischio cancro può essere ridotto notevolmente.

Perché i virus possono causare tumori? La risposta è semplice. Essendo composti da materiale genetico, essi possono integrarsi all’interno del nostro DNA. Il danno dipende a seconda di dove vanno ad inserirsi. Se l’integrazione avviene all’interno di geni essenziali per il controllo e la crescita della cellula, la mancata funzione del gene “interrotto” può portare nel tempo allo sviluppo anomalo della cellula e al cancro.

A oggi sono ben 7 le neoplasie per cui è stato stabilito un nesso causale tra infezione e malattia.

Il virus dell’epatite B aumenta le probabilità di sviluppare un tumore del fegato
Il virus di Epstein-Barr aumenta le probabilità di sviluppare alcune forme di linfoma e il carcinoma nasofaringeo
L’Herpes virus-8 (HHV-8) aumenta le probabilità di sviluppare il Sarcoma di Kaposi negli individui immunocompromessi
I virus HPV (ne esistono decine) aumentano le probabilità di sviluppare i tumori della cervice uterina, del pene, dell’ano e i tumori testa-collo
Il virus linfotropo umano delle cellule T (estremamente raro) aumenta le probabilità di sviluppare leucemie e linfomi degli adulti
Non solo cervice uterina: l’Hpv e i tumori testa-collo
Non solo cervice uterina: l’Hpv e i tumori testa-collo

Se per i precedenti è stato stabilito un nesso causale, altri due virus aumentano in maniera indiretta le probabilità di sviluppare una neoplasia.
Il virus dell’epatite C causa una progressiva infiammazione del fegato che può nel tempo portare a cirrosi epatica e carcinoma
HIV, colpendo selettivamente le cellule del sistema immunitario che ci difendono, espone le persone a sviluppare maggiori danni. Tra questi c’è l’aumentata probabilità di sviluppare tumori di diverso tipo

Fortunatamente per molti di questi virus disponiamo di soluzioni efficaci. I vaccini rappresentano la prima linea di difesa ed è grazie a loro se molti di questi tumori sono numericamente contenuti. Per il virus dell’epatite B esiste un vaccino estremamente efficace (oltre il 95%) somministrato in tre dosi a partire dai primi mesi di vita. Per quando riguarda invece l’HPV, da diversi anni sono a disposizione vaccini efficaci -soprattutto quando somministrati in età adolescenziale- in grado di neutralizzare la maggior parte degli HPV associati allo sviluppo di un tumore. Anche in questo caso si tratta di vaccini estremamente efficaci che nel tempo porteranno a diminuire sempre di più l’incidenza di queste malattia. Un numero su tutti: entro il 2035 in Australia, nazione dove la campagna vaccinale contro HPV dura da tempo, il tumore della cervice uterina potrebbe scomparire. Secondo le stime OMS in quell’anno si registreranno un massimo di 4 casi ogni 100 mila persone.

Diverso è il discorso per due virus su cui, nonostante anni di ricerca, nessun vaccino si è mai dimostrato efficace. E’ questo il caso del virus dell’epatite C e dell’HIV. Fortunatamente si tratta di due virus che non sono causa diretta di tumore bensì ne aumentano le probabilità in maniera indiretta. Per quanto riguarda l’epatite, da poco meno di 10 anni sono disponibili farmaci antivirali in grado di eliminare definitivamente il virus in poche settimane. Un risultato straordinario se si considera che è l’infezione cronica a causare i danni. Per quanto riguarda HIV invece abbiamo a disposizione antiretrovirali capaci di tenere a bada il virus. Somministrati a partire dalle fasi precoci dell’infezione, una persona sieropositiva oggi ha la stessa aspettativa di vita di una persona che non è mai entrata in contatto con il virus.

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