I sei minuti di Mattarella

I giornali mettono in prima pagina la standing ovation tributata a Mattarella sul palco della Scala di Milano. Nientepopodimeno che sei minuti di applausi, oltre a cori che inneggiavano a un suo bis presidenziale.

Ora, non è che non meritasse, la notizia, la sua diffusione, magari con un pò di enfasi in meno, però, sarebbe stata perfetta, ma quello che mi rende attonito è che quegli applausi non li ha tributati il popolo italiano, perché questo non si identifica con lo sparuto e selezionassimo pubblico della Prima della Scala.

Il popolo italiano non va alle prime in smoking e abito lungo, coi gioielli in mostra e le acconciature perfette. Quelli sono un piccolo gruppo di potenti che rappresentano solo le loro chiappe dorate. E che si siano sperticati per Mattarella mi convince sempre di più che questi non è il Presidente degli italiani, ma il loro. E io, con tutta l’umiltà possibile, ma anche con tutta la dignità di cui sono portatore, con loro, non ho molto da dividere. Quindi non posso dividerci Mattarella.

Del nostro tanto amato Presidente ho sempre apprezzato la professionale banalità dei comunicati e dei discorsi, che, con quelli del Papa, costituiscono le gemelle Kessler dell’ovvio. Ho apprezzato la fredda e sicura mano che ha guidato quel manipolo di politici da quattro soldi a rinunciare alla politica, sebbene non ne fossero tanto capaci, per la grande ammucchiata attorno al burocrate per antonomasia, del quale, ancora ora, si tessono lodi che sono superiori non al reale valore, che credo indiscutibile, ma alla sua capacità di essere uomo del popolo e che lavora solo per il popolo, cioè nell’esclusivo interesse dell’intera nazione, non degli spettatori privilegiati della Prima alla Scala.

Mattarella è colui che non ha speso una parola per lo scandalo che ha caratterizzato la magistratura, pur presiedendola, riuscendo a far tacere ogni voce o mugugno nei confronti di una categoria in profonda crisi, soprattutto morale, a prescindere dai laboriosi e onesti magistrati che reggono la baracca.

Mattarella è quel Presidente che non ha fatto una piega di fronte alla decretazione d’urgenza, di cui hanno abusato tutti, compreso il fenomenale Draghi.

Mattarella è quel Presidente che non batte ciglio di fronte al lento morire del Parlamento, ridotto a un ameno dopo lavoro, con obbligo di alzata della mano a comando.
Ma il pensiero unico vuole che ogni Presidente sia osannato come un Padreterno in terra e gli italiani se ne innamorano puntualmente, eterni cittadini adolescenti. Si innamorano di qualsiasi Presidente e qualsiasi Papa, così, acriticamente, perché lo leggono sui giornali che sono bravi e buoni e meno male che ce li ritroviamo. Che culo!

Intanto il papa ha fatto bella la piazza di San Pietro con un albero secolare sacrificato per festeggiare il Natale nel bagliore del lusso e Mattarella va alla Scala a farsi benedire e non dove c’è gente che soffre. Certo deve andare anche alla Scala, ci mancherebbe, ma evitateci la standing ovation, per favore, perché, davvero e per tutti, è Natale, non sempre Carnevale. 

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Luciano Petrullo
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