Homo…ludens…sapiens…faber o semplice app?

di asterisco

L’uomo nella sua millenaria presenza sul pianeta terra è frutto della legge evolutiva che madre natura gli ha concesso per poter sopravvivere. Le tre fasi di tale evoluzione passano dal gioco nell’età della fanciullezza alla saggezza oppure operatività nella vita a seguire.

La tanto dibattuta o chiacchierata ChatGPT (o intelligenza artificiale) nell’orizzonte futuro potrebbe diventare il discriminante, nella vita quotidiana sempre più automatizzata, i tentativi per rendere l’homo un insieme di cellule governate da un microchip si fanno sempre più evidenti e finalizzati ad eliminare la sua individualità, il suo essere cosciente. Un essere robotico nell’economia sociale, o in maniera più esplicita al potere economico dominante, serve molto meglio di un individuo pensante, ubbidiente ad una “metafisica tecnologica”, come Lewis Mumford scriveva già nel 1967 “analizzando una civiltà nelle sue tensioni razionali e suoi risvolti irrazionali”. La socialità stessa dell’uomo ed il suo lavoro in particolare, hanno permesso  con la padronanza degli strumenti, di progredire nella conoscenza della natura nell’età contemporanea ma a patto che non si debba cadere in una tecnologia totalitaria come sembra succeda oggi.

Massificare tutto col creare realtà fittizie o virtuali, che in apparenza sembrano migliorare la condizione umana, è uno specchio per le allodole e fa gola a qualche personaggio senza scrupoli, multimiliardario e barlocco benefattore, osannato e riverito da una schiera di orgogliosi personaggi inebriati dalle sue visioni fantasmagoriche ed allo stesso tempo nostalgici di un periodo storico in cui altri personaggi irretiti, fieri e ringalluzziti   hanno portato il nostro Paese. Se poi siamo tutti a gridare: Così parlò Zarathustra,altro che orgoglio italiano, è meglio forse definirlo italiota!

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