Guerra Russia-Ucraina, l’Anpi risponde alle accuse

Il massacro dei civili ucraini compiuto dalle forze russe nella cittadina di Bucha, nei pressi di Kiev, è stato condannato con parole molto dure da innumerevoli partiti politici e associazioni in tutta Italia. Si sta discutendo molto, però, di una condanna apparentemente più timida di un’associazione che ha un peso specifico molto importante nel dibattito italiano, soprattutto quando si parla di guerra: l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, o Anpi.

Il 4 aprile l’Anpi ha pubblicato uno stringato comunicato in cui condannava “fermamente” la strage di Bucha, ma al contempo chiedeva una commissione di inchiesta internazionale “per appurare cosa davvero è avvenuto, perché è avvenuto, chi sono i responsabili”.

Il presidente dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo, ha ritenuto di precisare all’Ansa, che “siamo stati probabilmente tra i primi a condannare l’invasione”, e che le polemiche sono dovute a “un pregiudizio di alcune persone e alcune aree contro l’Anpi”. “La nostra è una posizione chiara, limpida, che nasce da lontano e ha basi solide”, dice Mauro Magistrati, segretario della sezione dell’Anpi di Bergamo e membro del comitato di presidenza all’ultimo congresso, che si è tenuto a Riccione a fine marzo. “Ed è una posizione che non è riducibile né alla coppia bianco-nero o amici-nemici, né alla militarizzazione della politica e della comunicazione che sta avvelenando da qualche settimana il dibattito pubblico”.

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