Governo Draghi tecnico o politico? Al via il totoministri

Il neo incaricato da Mattarella non ha ancora scoperto le carte, prima attende di incontrare i gruppi parlamentari: ma i nomi dei ministri papabili stanno già circolando.

Mario Draghi è stato scelto dal presidente della Repubblica per trainare l’Italia fuori dall’emergenza sanitaria, economica e politica. L’ex numero uno della Banca centrale europea dovrebbe riuscire a ottenere la fiducia del Parlamento, ma non è ancora chiaro se darà vita a un governo di soli tecnici o di tecnici e politici. Tanti nomi, appartenenti a entrambe le categorie, stanno circolando ormai da diverse ore.


Mario Draghi e l’ipotesi del governo tecnico: i ministri papabili

Per quel che riguarda i tecnici, il nome più gettonato è quello di Marta Carabia alla Giustizia al posto di Alfonso Bonafede. Apprezzata da Sergio Mattarella, ha da poco concluso il suo incarico alla presidenza della Corte Costituzionale. Le alternative sarebbero Raffaele Cantone (ex presidente dell’Anac), Paola Severino e Sabino Cassese. All’Economia potrebbe essere confermato Roberto Gualtieri, elogiato nelle ultime ore anche da Confindustria: potrebbe lavorare insieme a Fabio Panetta, membro italiano dell’esecutivo Bce, cui Draghi potrebbe affidare il dossier Recovery Plan, con i suoi 209 miliardi di fondi europei da gestire. Il ministro agli Affari europei è il democratico Vincenzo Amendola: non è sicuro di mantenere l’incarico, su di lui si è alzata l’ombra di Carlo Cottarelli, economista che vanta ottimi rapporti con le istituzioni dell’Unione europea. Da valutare il ministero della Salute. Difficile sostituire Roberto Speranza, che ha gestito la pandemia sin dall’inizio. Nelle ultime ore, comunque, il nome di Ilaria Capua come sostituta è girato parecchio (nonostante le perplessità di alcune figure del settore, come Massimo Galli dell’ospedale Sacco di Milano). Infine, lo Sviluppo economico: al posto di Stefano Patuanelli potrebbe arrivare Enrico Giovannini, economista ed ex ministro del Lavoro nel governo di Enrico Letta. Ordinario di statistica economica presso l’Università di Roma Tor Vergata, a Giovannini toccherebbe seguire e aiutare le imprese in questa difficilissima fase economica messa in crisi dal Covid.

Mario Draghi e l’ipotesi del governo politico: i ministri papabili

Difficile che si possa assistere una replica del governo Conte II, con il cambio al timone del solo premier. Alcuni ministri, però, sembrerebbero essere sicuri della riconferma. Luciana Lamorgese è entrata nel governo Conte II come ministra dell’Interno al posto di Matteo Salvini: il suo profilo non è da considerarsi propriamente politico, infatti potrebbe essere riconfermata anche nel caso in cui Draghi volesse al suo fianco solo tecnici. Verso la riconferma (anche nel caso di un governo tecnico) i ministeri in quota Pd guidati da Francesco Boccia (Affari regionali), Lorenzo Guerini (Difesa), Dario Franceschini (Beni culturali). Italia Viva, che ha dichiarato il suo appoggio al governo Draghi, riproporrebbe l’ingresso di Teresa Bellanova (all’Agricoltura o al Lavoro). L’alternativa è Ettore Rosato. La carta della Lega sarebbe quella di Giancarlo Giorgetti, quella di Forza Italia risponderebbe al nome di Antonio Tajani: il primo ha sempre avuto parole di elogio per Mario Draghi, il secondo è stato presidente del Parlamento europeo. Capitolo Movimento 5 Stelle: Lucia Azzolina (Istruzione) dovrebbe lasciare il posto a Patrizio Bianchi, ex capo della task force del ministero, mentre Luigi Di Maio potrebbe confermarsi alla guida degli Esteri. Nel caso in cui gli venisse assegnato un altro incarico, potrebbe essere sostituito da Elisabetta Belloni. Alla fine, comunque, potrebbe nascere un governo misto: tecnici e politici insieme, con almeno un esponente delle forze che intendono sostenere il governo Draghi.

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