Giornata mondiale del servizio pubblico

di Giuliana Pia Scarano, segretaria generale FP-Cgil di Potenza

Oggi si celebra la giornata mondiale del servizio pubblico, stabilita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nella sua risoluzione 57/277. La giornata ONU del servizio pubblico è intesa per celebrare il valore e le virtù che la pubblica amministrazione riveste per l’intera comunità sia in termini di sviluppo, che di diritti costituzionali, garantendo ai cittadini parità di accesso e garanzia di universalità. In oltre un anno di pandemia tutti hanno potuto apprezzare il prezioso contributo dei dipendenti pubblici e hanno elogiato i lavoratori dei servizi essenziali che, sempre in prima linea e in condizioni spesso difficilissime a causa del covid, hanno contribuito con grande professionalità e spirito di abnegazione a dare risposte ai cittadini su variegati fronti, dalla salute alla sicurezza, all’erogazione dei più svariati servizi. La pandemia da sars cov2 ha rimesso al centro dell’attenzione il ruolo dello Stato, essendo evidente, anche ai più estremi sostenitori del mercato, che senza la rete di protezione del pubblico, non c’è via di uscita dall’emergenza pandemica e dalla crisi economica che ne è derivata. Ci si pone davanti ora la grande sfida non solo di svecchiare, anche grazie a un oculato utilizzo delle risorse a disposizione, una pubblica amministrazione che ha dipendenti con una età media al di sopra dei 53 anni, favorendo il ricambio generazionale, ma investendo su un grande piano di assunzioni che possa far fronte alle importanti fuoriuscite degli ultimi anni, tra pensioni di anzianità e anticipate, che hanno causato nella pubblica amministrazione una vera e propria emorragia di personale. In questa prospettiva, ben si comprende la situazione, spesso disastrosa dei nostri comuni, soprattutto quelli più piccoli, talora con un solo dipendente, i dipartimenti della Regione Basilicata con il personale del comparto ridotto al lumicino, nonché la drammatica situazione nella quale si è trovata ad operare la nostra sanità in piena pandemia. In Basilicata solo dal 2015 al 2018 abbiamo perso oltre 2.000 lavoratori pubblici, tra ministeri, enti locali e sanità e tra il 2019 e il 2020 sono andati in pensione oltre 1.000 lavoratori pubblici. È indispensabile un grande investimento nel “capitale umano” per rafforzare e potenziare i servizi pubblici assicurando una migliore tutela della persone e per dare un nuovo slancio occupazionale nei vari comparti pubblici. Entro il prossimo mese di luglio, nell’ambito del reclutamento di personale dedicato alle politiche di coesione, sono previste 119 nuove assunzioni tra ministeri ed enti locali della Regione e con le misure di semplificazione per lo svolgimento dei concorsi previste dal DL 44/2021, come modificato dalla legge di conversione approvata il 25 maggio, si potrà accelerare nelle procedure di reclutamento dando un po’ di respiro ai nostri servizi pubblici. La sanità, uno dei settori più colpiti in questo ultimo anno così complesso, ha servizi al collasso con personale del comparto ridotto al lumicino e spesso precario, con una carenza estrema di dirigenti medici e turni di lavoro massacranti, spesso oltre il consentito, che non solo mette a repentaglio la sicurezza dei pazienti ma del personale stesso. Le assunzioni previste nel prossimo triennio di 1049 unità attraverso i concorsi unici regionali sono un primo passo, ma non è abbastanza. Serve un’accelerazione senza precedenti per il reclutamento del personale e quanto mai rafforzare quei servizi pubblici che sono pilastro e baluardo di democrazia e civiltà. Dalle ore 9,30 su piattaforma zoom sarà possibile partecipare all’evento “Valorizzare i servizi pubblici, valorizzare i lavoratori del servizio pubblico”, organizzato da Epsu, la Federazione Europea dei Sindacati dei Servizi Pubblici, alla cui discussione di respiro internazionale parteciperà anche la segretaria generale della Fp Cgil nazionale, Serena Sorrentino.

Torna su