Gestire lo stress ai tempi del Covid-19

Nell’ultimo anno, nessuno avrebbe immaginato che le nostre vite sarebbero state stravolte in modo così radicale da un virus. Un nemico invisibile che, oltre a causare un’emergenza medico-sanitaria senza eguali, lutti ed emergenze sociali ed economiche, ha modificato molte nostre abitudini, pensieri, ed emozioni. I migliaia di contagi, la quarantena e lo stato di isolamento, le restrizioni a cui tutti dobbiamo attenerci, in molti casi, ci pongono dinnanzi a pensieri d’incertezza sul nostro presente e sul nostro futuro, generando in noi  emozioni spiacevoli e comportamenti spesso disfunzionali. È normale potersi sentire tristi, stressati, confusi, impotenti, soli o spaventati. Tali disagi vengono solitamente superati spontaneamente nel tempo, grazie alle proprie risorse interne, alle strategie personali ed al supporto della comunità in cui si vive.  Ma non tutti sono in grado, per varie ragioni, di gestire lo stress psicologico, la paura e l’angoscia legate a questa situazione di emergenza sanitaria. Le capacità di adattamento, di coping, e la resilienza dipendono da fattori individuali, di natura genetica, ambientale ed esperienziale. Tra la gente comune sono diffusi stati d’ansia, preoccupazione e paura. La reazione ansiosa ha una natura fisiologica e naturale. Quello dell’ansia è un meccanismo fisiologico che la psiche umana attiva in presenza di un pericolo o di uno stato di allarme: si tratta di una reazione adattiva. Oltre quel limite, però, è causa di profondo stress per l’organismo, sia a livello fisico che psicologico. Avere paura presuppone la presenza di un pericolo definito e determinato e le modificazioni del sistema neurovegetativo (accelerazione della frequenza cardiaca, aumento della pressione sanguigna, l’aumento della sudorazione) preparano l’organismo all’azione finalizzata alla difesa dal pericolo. La persona si percepisce dunque attiva e capace di fare qualcosa per proteggersi. Al contrario quando, come nel caso dell’epidemia che stiamo vivendo, il pericolo non è definito, l’emozione che ne consegue è l’angoscia, che pone l’organismo in una condizione di impotenza e impossibilità di azione. L’angoscia travolge e genera la sensazione di essere passivi ed impotenti di fronte ad un pericolo incombente, travolgente.
In questo momento risulta molto utile, per preservare quanto più possibile la qualità della vita, fornire supporto e sostegno ai cittadini che si trovano in difficoltà. Più in generale per la gestione dello stress e il mantenimento del tono dell’umore è utile mantenere uno stile di vita sano: dieta bilanciata, sonno regolare ed esercizio fisico. Può essere utile, nei momenti di sconforto ricordare come in passato abbiamo affrontato le avversità della vita e come abbiamo gestito le nostre emozioni. Per tenere la mente occupata, ridurre l’ansia e trascorrere con maggiore leggerezza questo periodo è consigliabile riscoprire nuovi interessi: ad esempio leggere libri, guardare film, ascoltare la musica, cucinare. Nel caso in cui ci si sentisse sopraffatti dall’ansia può essere utile parlare con persone amiche, o consultare un professionista. Questo stravolgimento delle nostre attività quotidiane determina indubbiamente una necessità di adattamento alla nuova situazione che può comportare difficoltà e disagi, tuttavia l’entrare in relazione più stretta con i nostri cari, avere maggior disponibilità temporale per i nostri interessi e infine trovarsi nella anomala situazione di stare da soli con noi stessi, sono anche opportunità rare che ognuno di noi ha l’occasione di cogliere.

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