Funivia del Mottarone: i misteri dei “forchettoni rossi”

Sono almeno due i misteri sui cosiddetti ‘forchettoni’ o ‘ceppi’ utilizzati dai manovratori della Funivia del Mottarone per disattivare il blocco di emergenza dell’impianto che, secondo i racconti dei testimoni, negli ultimi tempi dava problemi a causa di un malfunzionamento della pompa idraulica. La prima questione tutta da chiarire è se il ripetuto uso dei ceppi possa avere in qualche modo danneggiato la fune traente fino a determinarne la rottura. Un quesito che i cronisti hanno posto ripetutamente nei giorni scorsi al capo della Procura Olimpia Bossi, che ha sempre risposto di non essere in grado, all’attuale grado di conoscenza degli aspetti tecnici della vicenda, di dire se esista un nesso causale tra l’utilizzo dei ceppi e il deterioramento della fune. Saranno soprattutto gli approfondimenti del perito nominato dalla Procura, che non a caso ha chiesto di poter eliminare anche la parte superiore del relitto della cabina, a stabilire se questo nesso esista o no. Se ne riparlerà lunedì quando si dovrebbe svolgere un nuovo sopralluogo per valutare le modalità di rimozione della cabina, con la quale si darà il via ai cosiddetti accertamenti irripetibili. L’altro punto oscuro riguarda quanto emerso dai filmati del videoamatore svizzero, recapitati alla Procura di Verbania, che mostrano la presenza dei forchettoni sul tetto della cabina già nel 2014. Sulla rilevanza di queste immagini, la Procura è molto cauta. Anche perché nei verbali degli interrogatori degli indagati c’è un passaggio che potrebbe spiegare le immagini senza necessariamente confermare che già sette anni fa le cabine viaggiavano con i ceppi inseriti. “Una volta rimossi – si legge nel verbale dell’interrogatorio del manovratore Emanuele Rossi, a pagina 11 dell’ordinanza del Gip – i ceppi andrebbero depositati per terra, ma per comodità e consuetudine vengono lasciati sulla pedana di ispezione presente sul carrello superiore della cabina e percorrono quindi i vari tragitti insieme ad essa”. In pratica le immagini mandate in onda dall’emittente tedesca Zdf potrebbero aver ripreso i forchettoni posati sulla pedana di ispezione e non inseriti nel sistema frenante.

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