Formigli e la sorella di Crosetto

Secondo tal Formigli, in Italia ci sarebbe una sacca di fascisti da recuperare al voto e una maniera per ingaggiarne il consenso sarebbe consistito, nelle ultime amministrative, nel reclutare un cognome famoso, Mussolini, come candidata, per far abboccare all’amo i fascisti che l’avrebbero votata in tanti. Crosetto l’ha definita una colossale stupidaggine. È un signore. È  stata un’autentica offesa, a Rachele Mussolini, a chi l’ha votata e a chi l’ha candidata. Un’offesa recitata con la speranza di non avere contraddittori. Ma c’era Crosetto che è sbottato.

Formigli è un rissoso, basta contraddirlo che gli parte la reazione violenta, gli scompare l’educazione e scopre la sua natura, questa davvero, fascista. Perché poi alla fine cosa si intende per fascista? Un antidemocratico, un ottuso portatore di una idea sola da imporre, un violento. Questo si intende oggi per fascista. E Formigli ha dimostrato di avere tutte queste “virtù”.

La sua è, alla fine, TV spazzatura, di regime, sfrontatamente di parte, dove si tracima, lui per primo, in espressioni triviali (questo lo dici a tua sorella, tipico linguaggio da strada e la peggiore, certo non da TV). Dove o l’ospite, in genere della sua stessa parte politica, scodinzola in maniera più o meno forbita, o viene fatto tacere. I rari ospiti di parte politica diversa devono fare le comparse e parlare poco, giammai rispondergli che sta dicendo una cazzata. Eppure ne dice, di cazzate. Semplicemente perché crede di avere ragione, di stare dalla parte giusta, cosa che un conduttore non può permettersi, anzi dovendo, invece, evitare atteggiamenti del tipo.

D’altronde una crociata contro i fascisti oggi può solo far sorridere e vado oltre: una cultura davvero liberale e democratica non condanna mai un’idea, qualsiasi essa sia, ma ne favorisce l’esternazione; queste crociate sono folkloristiche come quello che dicono di combattere, una mano tesa o cos’altro. E di folklore ne abbiamo già tanto, da Salvini a Formigli, passando per chi volete voi.

Questi sedicenti uomini di cultura di sinistra, poi, sotto la maschera nascondono rabbia, prepotenza e arroganza, la solidarietà la spolverano una volta ogni tanto e la praticano con la parsimonia di un avaro conclamato. Appaiono e non sono. Inventano, anche loro sì, fenomeni per incutere timore e creare panico, secondo un copione che non è solo di Salvini, ma che si contendono, rabbiosamente.

La politica è davvero altro. Essere trattato così, io non lo sopporto più. Pretendo rispetto, intelligenza, contenuti.

Al diavolo Formigli e la Sette, Gruber e la Sette, ma anche tutti quelli di rete Quattro, rai Tre, rai Due, Uno Nove, canale 5 e Italia uno.

Messi assieme non valete neanche una puntata dei Simpson.

1 commento su “Formigli e la sorella di Crosetto”

  1. D’accordo. Questa è sensatezza.
    “Una cultura davvero liberale e democratica non condanna mai un’idea, qualsiasi essa sia, ma ne favorisce l’esternazione”.

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