Farmaci anti Covid-19. Presto tre nuovi vaccini in Europa

Prodotti tra l’Europa e gli Stati Uniti, e con tecnologie diverse da AstraZeneca e Johnson & Johnson, potrebbero presto diventare i nomi di punta della campagna vaccinale.

Sono in corso i negoziati tra la Commissione Europea e case farmaceutiche produttrici di nuovi vaccini anti Covid-19. Lo ha fatto sapere Stefan de Keersmaecker, il portavoce della Commissione per la Salute. Dopo l’approvazione da parte dell’Agenzia Europea dei Medicinali (Ema) dei preparati attualmente in uso nelle campagna vaccinali contro il virus corona, ovvero Pfizer-Biontech, Moderna, AstraZeneca e il monodose Johnson & Johnson, è atteso il via libera per tre nuovi sieri.

Il primo in arrivo dovrebbe essere CVnCoV, prodotto dalla CureVac, azienda farmaceutica neerlandese che ha però sede a Tubinga, in Germania. Si basa sulla tecnologia a mRna. Riconoscendo la proteina Spike come un corpo estraneo, il sistema immunitario si attiva per produrre anticorpi specifici. Inoltre vengono attivate dal vaccino anche le cellule T, che preparano il corpo a sconfiggere il coronavirus. Il via libera dell’Ema per il siero CureVac è atteso tra maggio e giugno, con la distribuzione delle dosi all’Italia già nel primo mese caldo. L’Europa sembra intenzionata a puntare su questa tipologia di vaccino, considerando che per il 2022 non sono stati rinnovati i contratti per il Vaxzevria di AstraZeneca e il Janssen di Johnson & Johnson, entrambi a vettore virale. I vaccini a vettore virale inoculano nel paziente un virus incompetente per la replicazione, generalmente un adenovirus proveniente da un primate, che porta all’interno delle cellule la sequenza del codice genetico che codifica per la proteina Spike. Con i due sieri oggi a disposizione sono stati rilevati alcuni casi di eventi trombotici, in seguito ai quali è stato deciso lo stop di questi farmaci in molti Paesi e sono state disposte ulteriori indagini.

Dopo quello di CureVac potrebbe arrivare poi il vaccino anti Covid Nvx-CoV2373 prodotto dalla statunitense NovaVax. Le trattative sono in corso e a breve potrebbe arrivare la chiusura di un contratto di fornitura per l’Europa da 100 milioni di dosi. Questo siero utilizza un’altra tecnologia, a base proteica. Contiene frammenti della proteina Spike del Sars-Cov-2, replicata in laboratorio, che stimolano una risposta immunitaria protettiva. Il farmaco contiene anche un adiuvante, una sostanza che rafforza la risposta del sistema immunitario al vaccino, aumentandone la durata. In questo momento l’Aifa e l’Ema stanno testando il vaccino NovaVax, e la sua approvazione dovrebbe essere imminente.

Poi c’è un terzo vaccino in lizza, quello dell’azienda di biotecnologie Valneva, con sede in Francia. L’approvazione del Vla 2001 in Europa è attesa per gli ultimi tre mesi del 2021, anche se c’è già una trattativa con la Commissione Europea per la fornitura di 60 milioni di dosi. Questo siero utilizza ancora un’altra tecnologia rispetto ai precedenti. Si tratta infatti di un vaccino inattivato, che utilizza particelle virali del Sars-Cov-2, con sali di alluminio tra gli adiuvanti.

La strategia sarebbe dunque quella di sostituire i vaccini di AstraZeneca e Johnson & Johnson, almeno in attesa di ulteriori studi sugli effetti collaterali segnalati dopo la loro somministrazione e le morti collegate agli eventi trombotici.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Torna su