Effetti avversi dei farmaci e il caso del vaccino AstraZeneca (Video)

di Paola Emilia Cicerone

Parliamo di effetti avversi dei famaci. Un tema di attualità in seguito all’allarme legato al vaccino AstraZeneca, ma importante per chiunque debba usare un farmaco: uno strumento utile da usare con attenzione, sperando di averne bisogno il meno possibile. Parliamo di effetti indesiderati, avversi o collaterali: in termine tecnico si tratta di una reazione avversa al farmaco, disturbi più o meno gravi che possono essere provocati da qualunque sostanza attiva. Se ne è parlato molto a proposito di vaccini, ma il problema − che ci riguarda direttamente perché le donne sono più esposte a queste reazioni avverse rispetto agli uomini − esiste da sempre. E da qualche decennio è all’attenzione delle autorità sanitarie che si occupano di farmaco vigilanza − per noi l’agenzia italiana del farmaco − continuando a monitorare i farmaci anche dopo la loro immissione in commercio. Vediamo il risultato del lavoro fatto nei cosiddetti “bugiardini”, i foglietti illustrativi che si trovano in ogni confezione di medicinali. Ne ho parlato anche nel mio libro Cecità Clandestina: il problema è che spesso le informazioni sono troppe, non ben evidenziate e difficili da comprendere. Generalmente gli effetti avversi sono catalogati in base alla frequenza − molto comuni, comuni, non comuni, rari, molto rari e a frequenza non nota − senza dimenticare l’effetto paradosso, per cui un farmaco può provocare proprio i disturbi che dovrebbe curare. Informazioni utili da leggere, senza spaventarsi ma facendo attenzione ai dettagli, alle possibili interazioni, ai sintomi da tenere d’occhio. Succede − è successo qualche anno fa con l’antinfiammatorio Vioxx − che un farmaco sia ritirato dal commercio per via di effetti collaterali: può sembrare allarmante ma è la prova che il sistema funziona, anche se non dobbiamo dimenticare che non esiste un principio attivo del tutto innocuo.

I vaccini, ovviamente, non sono esclusi. In questo caso gli effetti indesiderati più comuni − simili a quelli provocati dal vaccino antinfluenzale − sono indolenzimento nel punto di iniezione oppure febbre, stanchezza, mal di testa. Il vaccino AstraZeneca ha però provocato (in maggioranza in donne sotto i 55 anni) rari casi di trombosi anomale accompagnate da bassi livelli di piastrine (elementi che aiutano il sangue a coagulare). Questi eventi spingono le autorità sanitarie a monitorarlo con particolare attenzione e, forse, a limitarne l’uso − anche se i numeri sono davvero bassi − mentre i possibili rischi sono stati già inclusi tra le avvertenze.

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