Ebook: a usarli e apprezzarli è una minoranza dei lettori

Nel 2020, secondo un rapporto annuale dell’Associazione Italiana Editori (AIE), il mercato degli ebook in Italia è cresciuto del 27 per cento rispetto all’anno precedente. A favorire la crescita – come anche quella relativa agli acquisti di libri online – è stata la chiusura temporanea delle librerie dovuta alla pandemia, e si ritiene che questa situazione possa aver in parte modificato le abitudini di alcuni lettori, avvicinandoli a un formato precedentemente meno considerato.
Ciononostante quello degli ebook è considerato un mercato minoritario sia in Italia, dove i lettori “digitali” (di ebook e audiolibri) rappresentano circa il 7,4 per cento del totale, che in altri paesi europei. Il mercato dei libri in digitale rappresenta il 5,9 per cento del totale in Germania, il 6 per cento in Spagna, il 3,5 per cento in Austria e meno dell’1 per cento in Portogallo, Lettonia e altri paesi.
In un articolo sull’Atlantic, l’informatico statunitense Ian Bogost – è un noto sviluppatore di videogiochi e autore di libri e articoli, docente alla Washington University di St. Louis, che si definisce un «hater» degli ebook – ha provato a definire una serie di limiti intrinseci del formato ebook rispetto al cartaceo, aggiungendo alcuni spunti di riflessione a un dibattito da tempo cristallizzato in dualismi e opposizioni molto stereotipate (la maggiore comodità degli ebook contro il valore “insostituibile” della carta, per esempio).
Uno dei punti centrali e più originali nella riflessione portata avanti dall’Atlantic è, in sostanza, il tentativo di tenere i libri e gli ebook in due campionati diversi, legando la superiorità dell’uno o dell’altro formato non tanto a una questione di gusti personali quanto a una migliore o a una peggiore qualità rispetto a specifici aspetti del prodotto, considerati di volta in volta e a seconda dei casi. Per certi aspetti, nonostante i progressi della tecnologia, “i libri funzionano” e “resistono per ottime ragioni”, scrive l’Atlantic, cercando prima di tutto di definire i termini della questione, a cominciare dal concetto stesso di lettura e di cosa la renda piacevole o meno piacevole.

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