Draghi elimina davvero il bollo auto? Cosa sappiamo e cosa potrebbe cambiare. All’interno del decreto Sostegno del governo potrebbero esserci buone notizie per gli automobilisti

Il governo Draghi eliminerà il bollo auto? La notizia ha già fatto il giro del web e dei telefoni, attraverso immagini e catene che annunciano il grande cambiamento previsto dal nuovo esecutivo. La realtà si distacca però da quello che è stato riportato da molti. Innanzitutto non è ancora stato stabilito nulla, e bisognerà attendere il decreto Sostegno, che ha preso il posto del decreto Ristori, per avere certezze. Il Consiglio dei Ministri dovrebbe muoversi in due direzioni per sostenere imprese e cittadini colpiti dalla crisi economica innescata dall’emergenza coronavirus. Da una parte lo stop generalizzato, probabilmente fino al 30 aprile, del pagamento delle tasse per i contribuenti che hanno subito perdite a causa del Covid. Dall’altra lo stralcio delle cartelle dell’Agenzia delle Entrate.

Governo Draghi verso la pace fiscale: le ipotesi sul decreto Sostegno
L’ipotesi più accreditata è quella secondo cui l’esecutivo, attraverso la nuova pace fiscale, potrebbe eliminare le pratiche ferme da anni, che si sono accumulate tra il 2000 e il 2015, per importi fino a 5 mila euro, considerando anche le sanzioni e gli interessi. Si tratta di un numero impressionante di cartelle esattoriali, ben 60 milioni. Si tratta di un’operazione di continuità rispetto al primo governo Conte, che però si limitava alla cancellazione dei ruoli dal 2000 al 2010 e solo fino a mille euro. È ipotizzabile anche che le cartelle sopra i 5 mila euro rientrino nella rottamazione, con il solo pagamento, a rate e nell’arco di due anni, dell’importo dovuto inizialmente, senza il versamento di interessi e sanzioni.

Governo Draghi verso la pace fiscale: cosa cambia per il bollo auto
Se la pace fiscale dovesse entrare ufficialmente nel decreto Sostegno, dunque, anche gli automobilisti che non hanno pagato il bollo auto potranno vedere eliminato, o almeno alleggerito, il proprio debito con il l’Agenzia delle Entrate. Si tratta di un’ottima notizia per chi per motivi gravi non ha potuto procedere al versamento delle tasse automobilistiche, ma che, includendo anche i più sbadati e i veri furbetti che hanno evaso durante il periodo che va dal 2000 al 2015, non mancherà di creare polemiche tra chi invece ha sempre rispettato la legge con senso del dovere e grandi sacrifici.

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