Domani in Cdm il nuovo decreto Covid-19. «Un cambio di passo» per le regioni. Spostamenti: si vaverso lo stop fino a 31 marzo

La riunione dell’esecutivo è convocata alle 9 e 30. Da decidere le nuove misure per contrastare la pandemia. Bonaccini: “È necessaria una revisione e una semplificazione con la contestuale revisione dei criteri e dei parametri di classificazione”. I temi che verrano presi in esame a Palazzo Chigi dal consiglio dei ministri sono “Decreto-Legge, Ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 (Presidenza -Salute); Leggi Regionali. Esame, ai sensi dell’articolo 127 della Costituzione, di leggi regionali; Varie ed eventuali”. Regioni unite per un cambio di passo nella gestione dell’emergenza Covid. Ad affermarlo è il presidente Stefano Bonaccini al termine della Conferenza delle Regioni di ieri. “Lavoro comune e intesa – dichiara Bonaccini – fra tutte le Regioni che nelle prossime ore presenteranno al governo una piattaforma di proposte in vista del prossimo Dpcm, nella convinzione che occorra un deciso cambio di passo nella campagna vaccinale e per la ripresa economica. Anche per questo abbiamo chiesto al Governo un incontro urgente”. E prosegue: “La priorità adesso – ha proseguito Bonaccini – è la campagna vaccinale. Sta andando a rilento. E questo non per disguidi organizzativi, per carenza di personale o indisponibilità della popolazione. Il problema e’ nell’approvvigionamento. Per questo chiediamo al Governo di intraprendere ogni sforzo per reperire più dosi. Le Regioni sono a disposizione nelle forme e nei modi utili e possibili, a partire dal coinvolgimento diretto di aziende e filiere nazionali”. “È poi necessaria – ha proseguito Bonaccini – anche una verifica sul personale che occorrerà coinvolgere e stiamo già collaborando attivamente con il Governo per arrivare ad un accordo quadro con i medici di medicina generale”. “Abbiamo affrontato tutte le questioni che riguardano la revisione dell’attuale sistema di regole che definisce l’entrata e l’uscita dalle diverse zone. È necessaria una revisione e una semplificazione con la contestuale revisione dei criteri e dei parametri di classificazione”.  “Serve un respiro più lungo e un’analisi approfondita dei luoghi e delle attività – ha osservato – anche in base ai dati di rischio già accertati. Non solo. Occorre che le misure siano conosciute con congruo anticipo e tempestività dai cittadini e dalle imprese”. Tutte le Regioni, ha proseguito, “hanno poi richiesto che per i provvedimenti che introducono restrizioni particolari per singoli territori si attivino anche contestualmente gli indennizzi per le categorie coinvolte. E a questo scopo – ha concluso Bonaccini – è anche necessario che i provvedimenti restrittivi regionali siano adottati con l’intesa del ministro della Salute”. Un “cambio di passo” sui vaccini anti Covid e una “revisione” di misure e regole del sistema tra zona rossa, zona arancione e zona gialla per contrastare la diffusione del coronavirus e arginare le varianti covid. Mentre si affaccia l’ipotesi di una zona arancione per tutta Italia, prendono forma le richieste delle Regioni, che dopo la riunione di oggi pomeriggio chiedono “un incontro urgente” al governo di Mario Draghi. A riferire quanto emerso durante l’incontro è Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna. “Lavoro comune ed intesa fra tutte le Regioni che nelle prossime ore presenteranno al governo una piattaforma di proposte in vista del prossimo Dpcm, nella convinzione che occorra un deciso cambio di passo nella campagna vaccinale e per la ripresa economica”.

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