Discarica a Guardia P. (PZ): vergogna tutta lucana (con video)

Doveva essere il governo del “cambiamento”, questo lo slogan sbandierato durante la campagna elettorale dal centrodestra che oggi guida le sorti della Basilicata, e invece è tutt’altro. Più che di “conservatorismo” sarebbe opportuno scrivere di scarsissima attenzione verso il territorio e assenza totale di sensibilità da parte del governatore Vito Bardi (Forza Italia), dell’assessore non eletto ma facente parte dell’esecutivo Gianni Rosa (Fratelli d’Italia) con delega all’Ambiente e di tutti coloro che hanno approvato una mostruosità da realizzare a poche centinaia di metri dal centro storico di Guardia Perticara, in provincia di Potenza. I lucani hanno votato a favore del “cambiamento” e così è stato ma… “cambiamento” in peggio. GuardiaPerticara è l’unico comune della Basilicata ad essere riconosciuto contemporaneamente come uno dei borghi più belli d’Italia e della Bandiera arancione del Touring Club. A poca distanza dal centro abitato è stata costruita una discarica di rifiuti speciali. Negli ultimi anni ha creato seri problemi a livello olfattivo e per l’intenso e non autorizzato eccessivo traffico di camion che attraversano la strada comunale all’ingresso del paese. Ora interessi insensibili all’ecologia e alla salute degli abitanti hanno deciso di ampliarla portandola dai 604.000 metri cubi autorizzati sinora (264.000 metri cubi per i primi tre lotti e 340.000 metri cubi dell’ampliamento del 4 lotto) fino ad arrivare a 1.099.000 metri cubi. Per intenderci, il quinto lotto di progetto di 495.000 metri cubi netti e 545.000 metri lordi, equivalgono a un palazzo di 10 piani costruito su tre campi di calcio. Si assiste, dunque,  a  decisioni assurde e a dir poco discutibili proprio come quella di ampliare la discarica di Guardia Perticara che diventerebbe così la struttura di questo tipo più grande d’Europa nel settore dei rifiuti petroliferi, fanghi, amianto e altri rifiuti speciali solidi. Poiché questo ampliamento non si giustifica con il fabbisogno locale, il forte sospetto è che questa scelta venga fatta per smaltire soprattutto i rifiuti del Nord. È lapalissiano come sia inaccettabile che un territorio tra i più belli d’Italia debba subire  questa nuova aggressione al suo ambiente naturale, dopo i miasmi provenienti dai pozzi petroliferi. Sia l’amministrazione comunale sia la cittadinanza, attraverso numerosi comitati, hanno espresso forte contrarietà a questo progetto, adducendo motivazioni inoppugnabili che riguardano la salute pubblica, la tutela del paesaggio e il fatto che questa discarica ricade in una zona antropizzata. La Regione Basilicata non ha ritenuto di ascoltare queste giuste contestazioni, preferendo, a quanto pare, servire gli interessi di altri soggetti estranei al territorio. Si tratta di scelte che vanno nella direzione completamente opposta alla valorizzazione di questa splendida terra e delle sue peculiarità culturali, storiche, naturali e paesaggistiche. Ma la Regione al motto “me ne frego” ha approvato l’ampliamento della più grande discarica d’Europa. Con il Green Deal l’Unione Europea vuole ridurre le emissioni da traffico del 90% entro il 2050  e la Basilicata punta ancora sulle risorse fossili. L’Italia riceve miliardi di euro dal piano di sviluppo europeo da utilizzare per tecnologie orientate al futuro e la Basilicata che fa: persevera con logiche aberranti degne di società sottosviluppate e retrograde. La sola idea che i rifiuti di greggio, e non solo, provenienti da tutta Europa debbano essere trasportati qui merita un semplice e secco “no”. Questo regalo porta la firma in qualche modo di tutte le forze politiche che negli ultimi dieci anni hanno governato. Una Regione che non è riuscita, o forse non ha voluto, a far riflettere le compagnie petrolifere che questo scempio avrebbe dato un colpo mortale a Guardia e alla stessa Basilicata. Si continuano a “stuprare”  i paesaggi lucani con pale eoliche e non si mette nessun limite alla fine allo sfruttamento del fossile, con tutti i problemi che questo ancora comporta. A distanza di lustri e lustri di estrazione non c’è ancora un’indagine e un rapporto ufficiale di correlazione tra estrazione petrolifere e insorgenze tumorali, si continuano a tagliare boschi per produrre biomassa e foraggiare con lauti contributi numerose compagnie, si continuano a dare concessioni idroelettriche, non si gestisce con rigide misure l’acqua accumulata nelle dighe, non si è capaci di assicurare la portata minima nei fiumi necessaria per la sopravvivenza della biodiversità… ma è strabismo o cecità politico-ambientale? A un mese di distanza Radionoff ripropone la dichiarazione del sindaco di Guardia Perticara, Pasquale Montano, che ha espresso a Rivello alla presenza del procuratore del tribunale di Lagonegro, Gianfranco Donadio e del magistrato della Corte dei Conti, Chiara Imposimato. Se mancano parole per esprimere il disappunto verso l’attuale classe di governo lucana per l’assessore Rosa esiste un solo invito e cioè quello di lasciare l’assessorato ad altri.

Dichiarazione del sindaco Pasquale Montano

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