Vaccini anti Covid-19. Ritardi nelle consegne dei farmaci

di Viola Rita

Avevamo previsto che ci sarebbe voluto del tempo per realizzare vaccini anti Covid sicuri ed efficaci contro il nuovo coronavirus e anche che la distribuzione dei prodotti e l’organizzazione della campagna vaccinale non sarebbero state semplici. Forse avevamo considerato meno la possibilità di ritardi nella consegna delle dosi, che invece potrebbero avere un peso. Oggi, infatti, arriva una nuova notizia sulle difficoltà di approvvigionamento e stavolta è il turno del vaccino di Johnson&Johnson, in singola dose, già autorizzato dalla Fda statunitense che potrebbe essere approvato l’11 marzo 2021 anche dall’Agenzia europea per i medicinali (Ema). Ma l’azienda Johnson&Johnson non è l’unica: in precedenza anche Pfizer-BioNTech, Moderna e AstraZeneca hanno annunciato rallentamenti nella scansione temporale delle consegne. Anche per ovviare a questi problemi l’Europa sta facendo accordi per l’acquisto di vari vaccini – inclusa la produzione in proprio del vaccino russo Sputnik – in modo da poter coprire la popolazione con più di un’alternativa. Facciamo un punto su questi ritardi.
Il rallentamento di Johnson&Johnson
L’azienda Johnson&Johnson ha appena annunciato, in una nota di Reuters, la presenza di “problemi nell’approvvigionamento che potrebbero complicare i piani della consegna all’Unione Europea di 55 milioni di dosi del suo vaccino anti Covid-19 entro il secondo trimestre del 2021”. Il piano previsto per il 2021 prevede la consegna all’Europa di 200 milioni di dosi – ovvero 200 milioni di vaccinati, ricordando che a differenza degli altri vaccini attualmente in uso in Italia in questo caso basta una singola somministrazione. Al momento non ci sono ulteriori informazioni sull’entità del rallentamento e sulle cause dato che, come riferisce Reuters, il portavoce per la Commissione europea ha declinato l’invito a commentare questa notizia.
Ritardi anche per Pfizer-BioNTech
Anche la casa farmaceutica Pfizer ha avuto dei ritardi oggetto di discussione in Italia e in Europa. In particolare, a metà gennaio (il 18 gennaio) in Italia risultavano mancare all’appello 165mila dosi di vaccino e questo era conseguenza dell’inizio dei lavori di aggiornamento dell’impianto produttivo europeo di Puurs, in Belgio, affinché possa aumentare la sua capacità produttiva. Questa riduzione sarebbe pari ad un taglio (anche se come annunciato, temporaneo) del 30% delle dosi pattuite nel dicembre 2020. Il rallentamento riguarda tutta l’Europa cui sono arrivate complessivamente per ora 10 milioni di dosi in meno di quelle previste nel periodo da dicembre 2020 a febbraio 2021. Il numero complessivo (non solo per il primo trimestre 2021) di consegne per l’Unione Europea è di 600 milioni di dosi, mentre l’azienda dovrebbe colmare il gap di febbraio entro la fine di marzo 2021.
AstraZeneca, il braccio di ferro con l’Europa
Anche AstraZeneca, produttrice del vaccino sviluppato dall’università di Oxford e dall’Irbm di Pomezia, ha annunciato ritardi che sono stati alla base di uno scontro con l’Unione europea. Tanto che a un certo punto a causa delle dichiarazioni del Ceo di AstraZeneca l’Ue aveva richiesto e poi ottenuto la pubblicazione del contratto dell’azienda con l’Europa. Stando alle informazioni del primo trimestre i tagli di AstraZeneca riguardavano circa il 60% delle dosi dovute entro marzo 2021. Inoltre informazioni recenti indicano che anche per il secondo trimestre (entro giugno 2021) arriveranno la metà dei vaccini – meno di 90 milioni anziché 180 milioni – rispetto a quelli previsti da contratto. Nella data dell’8 marzo 2021 la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha affermato che AstraZeneca ha fornito meno del 10% delle dosi pattuite nel primo trimestre. E decide di bloccare l’export dell’azienda fino a quando non rispetterà i patti. AstraZeneca si è impegnata a fornire complessivamente 300 milioni di dosi all’Ue.
Moderna non manca all’appello
Anche l’azienda farmceutica Moderna ha avuto dei ritardi nelle consegne in Europa e l’Italia, insieme alla Francia, Svizzera, hanno annunciato che le consegne per il mese di febbraio non corrispondono alle aspettative. La portavoce della Commissione europea Vivian Loonela fa sapere che i ritardi previsti dall’azienda per febbraio saranno probabilmente recuperati nel mese di marzo 2021. Attualmente l’impegno complessivo di Moderna è quello di fornire 160 milioni di dosi, una quantità inferiore rispetto a quella delle altre farmaceutiche.

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