Costanzo (Fials): «Il Crob penalizza i precari storici. Intervenga Bardi»

l personale precario della ricerca scientifica è escluso dai piani di stabilizzazione. Questa scelta governativa miope sta provocando una fuga dei precari storici con un grave danno per gli Istituti di ricerca. Tra questi anche l’Irccs Crob di Rionero. A lanciare l’allarme è la segreteria provinciale della Fials di Potenza che contesta le scelte della direzione strategica del polo oncologico lucano e chiede al governo regionale di procedere immediatamente alla stabilizzazione dei precari storici della ricerca. In particolare, per il maggior sindacato autonomo del comparto Sanità, “le assunzioni straordinarie a tempo indeterminato di personale della ricerca e collaboratori devono superare anche i tetti di spesa e i turn-over aziendali, al fine di strutturare gli organici utilizzando le risorse già stanziate dalla legge 205/2017”.

“La stabilizzazione in Sanità – commenta il segretario provinciale Giuseppe Costanzo – prevista dall’articolo 92 della Legge di Bilancio 2022 ha escluso il personale di ricerca degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) e negli Istituti Zooprofilattici Sperimentali (IZS) pubblici e, dai primi documenti del Programma Nazionale di Ricerca Sanitaria (PNRS), non vi è traccia di una soluzione al precariato storico della Ricerca Sanitaria Pubblica”.

“Negli Istituti di ricerca sanitaria e biomedica del Ministero della Salute – spiega Costanzo – lavorano circa 1600 professionisti tra Ricercatori e Collaboratori alla ricerca che, a fine 2019, sono stati inquadrati, con contratti a tempo determinato, nel percorso noto come “Piramide della Ricerca”. Tale percorso, articolato in contratti 5+5 anni, protrae il precariato storico della Ricerca Sanitaria Pubblica, non sbocca in un ingresso automatico nel SSN ed è applicato a personale con un’anzianità media di servizio di 10 anni.

Per la Fials “l’assenza di prospettive e del riconoscimento del pregresso lavorativo ha fatto sì che, nei primi due anni di Piramide della Ricerca, l’abbandono abbia già raggiunto vette altissime con punte, in alcuni Istituti, del 50% del personale e una media nazionale di abbandono del 20%. Gravissime le ripercussioni sulla continuità delle attività (anche nella lotta al Covid) e la perdita di un know-how importantissimo per l’innovazione della sanità pubblica”.

“Al CROB di Rionero in Vulture – osserva Costanzo – la Direzione ha indetto un avviso pubblico di ricognizione del personale del comparto sanità in possesso dei requisiti per la stabilizzazione (previsti dall’art. 20, comma 1, del D. Lgs. N. 75/2017 e ss.mm.e ii.), omettendo, volutamente, di prevedere l’avviso anche per i dipendenti in possesso dei requisiti per accedere al concorso riservato (di cui all’art. 20, comma 2)”.

La FIALS “chiede un immediato intervento della Regione Basilicata  affinché inserisca nei piani di assunzione le dotazioni organiche della Ricerca, procedendo subito alla stabilizzazione a tempo indeterminato del personale storico della ricerca, ponendo fine all’attuale precariato, che risulta in netto contrasto con la Direttiva Europea 1999/70 sull’uso dei contratti a termine. Occorre mettere in campo azioni condivise, a breve e a lungo termine, per dare risposte impellenti e concrete ai professionisti. In ogni modo al personale precario vanno riconosciuti: fondo per la performance con l’applicazione di tutti i protocolli disposti dalla normativa vigente di riferimento all’istituto in parola; fondo per le progressioni orizzontali al fine di attribuire la fascia superiore al personale avente i requisiti; fondo del lavoro straordinario al fine di pagare i compensi per le prestazioni di lavoro rese dai ricercatori in eccedenza ai limiti mensili”.

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