Conosciamo Ersilia Vaudo

Dal 15 luglio al 12 dicembre 2022 si terrà la 23ma Esposizione Internazionale della Triennale di Milano sul tema «Unknown Unknowns – an introduction to mysteries – Incognite sconosciute, un introduzione ai misteri » e l’astrofisica Ersilia Vaudo ne è la curatrice.

Ersilia Vaudo, perché per la 23ma Esposizione Internazionale della Triennale di Milano, è stato scelto il titolo: “Unknown unknowns”?

Nel marzo 2020, Stefano Boeri, Presidente della Triennale, organizzò alcuni simposi, invitando vari esperti per lavorare insieme e confrontare le idee per scegliere il tema della 23ma edizione della Triennale. Anch’io fui coinvolta e parlai delle tematiche dell’universo, specialmente di quanto poco lo conosciamo, appena il cinque per cento. Un’altra esperta raccontò che dei fondali oceanici conosciamo solo il cinque per cento. Così confrontandoci scoprimmo quanto in fondo “non conosciamo, più di quanto conosciamo”: in pratica si tratta di un cinque per cento simbolico ma, in realtà, parliamo di un novantacinque per cento schiacciante di sconosciuto: proposi così al presidente Boeri, quanto fosse stato interessante improntare l’argomento della Triennale su quanto oggi ancora non conosciamo e lui accolse favorevolmente la mia idea. Paradossalmente in quel periodo, era marzo 2020, stavamo tutti vivendo una situazione unica, probabilmente nella storia dell’umanità, ossia la pandemia da Covid-19: lo sconosciuto rappresentava il cento per cento. Questo tema ci sembrò suggestionare moltissimo la nostra conoscenza oltre che essere, in un certo senso, estremamente attuale e urgente. Credo che la crisi pandemica abbia riportato la scienza al centro, il linguaggio della comunicazione è diventato molto più scientifico, abbiamo quindi ritenuto che il contesto fosse ottimale. Il titolo è arrivato solo successivamente, nonostante possa sembrare astratto, ci siamo rifatti a uno studio psicologico che risale al 1955 che stabilisce che “Ciò che siamo dipende dall’Inconosciuto”, ossia ciò che non conosciamo. Le parole “Unknown unknowns” oltre a sottolineare maggiormente il concetto di “sconosciuto” possono essere declinate non solo all’universo ma a tanti altri ambiti, soprattutto sottolinea cosa significa non sapere di non sapere.

Ascoltando le sue ultime parole “non sapere di non sapere“, mi sorge una curiosità: “A cosa tenterà di rispondere quindi la prossima edizione della Triennale?

Grazie per la domanda, che mi permette di chiarire un concetto fondamentale: non si tratta di dare risposte, lo sconosciuto si porta dietro tanti stereotipi: del bianco e del nero, del vuoto e del pieno, del buio e della luce e naturalmente anche della domanda e della risposta. L’intenzione di questa Triennale vuole essere quella di invitare alla condivisione, infatti sono oltre cento le opere presenti che vedono coinvolti artisti, architetti, designer, ricercatori, consapevoli che il tema dello sconosciuto è innanzitutto e soprattutto, lo sguardo della visione su di esso. Quindi lo sconosciuto non è qualcosa da conoscere, ma una condizione alla quale lasciarsi andare con la voglia di cambiare il proprio punto di vista, che sia emozionante, che in qualche modo entri a far parte della nostra sfera personale. Gli artisti della Triennale in qualche modo si misurano con l’ignoto, regalandoci stupore e anche attimi di poesia.

Tornando al titolo dell’esposizione internazionale “Unknown unknowns”, paradossalmente porta a riflettere sul famoso detto attribuito a Socrate: “Sò di non sapere” In pratica, ricordiamo che Socrate, con la consapevolezza di non sapere lancia un invito a conoscere, a indagare, per imparare, per andare oltre quel mondo ordinario del conosciuto. Il detto di Socrate è l’altra faccia della medaglia del concetto che dà il titolo alla Triennale “Unknown unknowns”?

Il titolo di questa esposizione ha tanti significati, uno dentro l’altro, come le bombole russe chiamate matrioska. Ad esempio la S finale nella parola “unknowns”, grammaticalmente indica sia il plurale che la terza persona singolare: lo sconosciuto che sconosce, perché il motore che alimenta la scienza, l’arte, il design, l’architettura, è quello che ci spinge dove ancora non siamo giunti, questo è proprio il significato di “so di non sapere”, lo stimolo ad andare oltre la zona di conforto e non restare agganciati alla nostra esperienza che amiamo tanto soprattutto perché possiamo controllarla. Vorrei ricordare che il percorso della mostra comincia con un dipinto del 1609 di Adam Elsheimer «La fuga in Egitto» dove per la prima volta appare il profilo della Via Lattea e questo rappresenta il risultato dell’attenzione, da parte del pittore, nell’osservazione di ciò che lo circonda. Il messaggio che ne riceviamo è quello di prenderci il tempo per guardare e osservare. La mostra parte con una visione intima per arrivare a situazioni inaccessibili che coinvolgono i cinque sensi che in fondo rappresentano una trappola nel dialogo con lo sconosciuto perchè noi, in realtà, viviamo una piccola porzione di realtà. Lo scopo della mostra è quello di dare un senso di appartenenza, condurre il visitatore a riflettere sulla meraviglia del mondo a cui appartiene,

Il multiverso. Tematica che da sempre affascina le persone di tutte le età. Numerosi sono i fumetti e i film di fantascienza che da sempre ci raccontano storie straordinarie. Lei, da scienziata astrofisica, cosa ne pensa?

Noi viviamo una grande coincidenza, la fisica ci spiega che il nostro universo è rappresentato da una serie di costanti fondamentali, circa venti, esattamente precise, come, ad esempio, la carica dell’elettrone o la velocità della luce che se non fossero esattamente come sono, noi oggi non saremmo qui. Da un punto di vista scientifico, il fatto che noi ci troviamo in questo universo e possiamo porci queste domande, non significa che questo sia l’unico esistente e personalmente penso: «per quale motivo debba esserci un solo universo?». La scienza va, quindi, verso questa direzione, cioè che il nostro universo possa essere una tra le tante bolle di uno champagne cosmico.

Ersilia Vaudo, scienziata, eccellenza femminile italiana. laureata in astrofisica. Nel 2020 ha ottenuto Executive Certificate dalla John F. Kennedy School of Government at Harvard Kennedy School.
Dal 1991 lavora all’Agenzia Spaziale Europea, a Parigi dove è attualmente ESA Chief Diversity Officer e Special Advisor on Strategic Evolution.
Durante la sua carriera trentennale, tra Parigi e gli USA, ha ricoperto vari ruoli soprattutto in ambito di strategia.
Tra il 2002 e il 2006 ha lavorato all’ufficio dell’ESA di Washington DC (USA), curando in particolare le relazioni con la NASA. E’ stata membro del Board of Directors di Women in Aerospace US.
Ersilia Vaudo è co-chair delle raccomandazioni su Talenti e Futuro del Lavoro nell’ambito dell’iniziativa “Scale-Up Europe”, lanciata nel 2020 dal Presidente Francese Emmanuel Macron per il rilancio dell’ecosistema Tech in Europa. A Dicembre 2020 le è stato assegnato il ruolo di Curatrice della XXIII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano sul tema “Unknown Unknowns. An introduction to mysteries” che verra’ inaugurata il 15 maggio 2022.
rsilia Vaudo è Presidente e co-fondatrice dell’Associazione “Il Cielo itinerante” per promuovere l’alfabetizzazione STEM portando “il cielo dove non arriva”, con un telescopio sopra un pulmino e campi STEM, tra bambini e bambine in zone di disagio e povertà educativa.
È Vice Presidente di Eurisy, associazione no-profit che include 30 agenzie spaziali europee, con l’obiettivo di promuove la relazione tra spazio e società.
Nel 2020 ha ottenuto per l’ESA il prestigioso premio “Excellence Diversity Award” dell’International Astronautical Federation per il settore spaziale.
Ad Ottobre 2020 ha ricevuto il Premio Internazionale “Tecnovisionarie 2020, Premio ”Speciale Europa”, dall’Associazione Women&Technologies.
Nel 2021 è stata inclusa tra le tra le “InspiringFifty 2021” che premia le 50 donne piu’ influenti nell’ambito della scienza e della tecnologia in Italia.
A Maggio 2022 è stata nominata componente esperta del Comitato tecnico-scientifico dell’Osservatorio per l’integrazione delle politiche per la parità di genere del Ministero per le pari opportunità e la famiglia.
A Maggio 2022 le è stata conferita l’onorificenza Commendatore dell’Ordine della “Stella d’Italia” dal presidente della Repubblica italiana.
Ersilia Vaudo ha partecipato in veste di speaker a vari TEDx Talk in Europa e ha scritto numerosi articoli per il grande pubblico su scienza e spazio convinta della forza ispiratrice della scienza sulle giovani generazioni

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Marcella Nigro
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