Condannata a morte sulla base di prove inaffidabili

Di storie di errori giudiziari n’è pieno il mondo. La giustizia è fatta da persone e le persone possono sbagliare. Ma, a volte, le conseguenze di questi errori possono essere spaventose. Lo dimostra quello che potrebbe succedere a Melissa Lucio, una donna americana di origini messicane di 52 anni. Nel 2008, Melissa è stata giudicata colpevole e condannata a morte per l’omicidio di primo grado di sua figlia Mariah, di appena due anni. Da quel giorno, si trova nel braccio della morte e la sua esecuzione è prevista tra pochi giorni, il 27 aprile negli Stati Uniti d’America, esattamente nello stato del Texas. La sentenza, come evidenzia Amnesty International, era sbagliata: “Si basava su prove ritenute ora inaffidabili. Nuove prove di esperti rafforzano l’ipotesi che la morte di Mariah in realtà sia stata causata da una caduta accidentale e non si tratti quindi di omicidio. Gli stessi giurati, dopo essere venuti a conoscenza di queste nuove prove, hanno messo in dubbio il proprio verdetto. Il 27 aprile Melissa potrebbe essere messa a morte a seguito di un processo iniquo e inaffidabile, in violazione del diritto internazionale”.

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radionoff
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