Combattere la tratta delle donne (video)

Riflessione di don Francesco Corbo della parrocchia di Sant’Anna e san Gioacchino di Potenza (Basilicata). L’esigenza di combattere la tratta delle donne (a scopo di sfruttamento sessuale ma non solo), è uno dei temi su cui da tempo più antico si è misurato il diritto internazionale, con convenzioni già all’inizio del secolo, e poi nel 1949. E’ oggi riconosciuto che la tratta rappresenta un grave problema relativo ai diritti umani: una violazione specifica e globale dei diritti umani delle donne. A Pechino come in altre sedi internazionali, il legame fra tratta, prostituzione forzata, violenza e violazione dei diritti delle donne è stato affermato con chiarezza. Il Comitato diritti umani ha affrontato il tema della tratta delle donne in relazione all’applicazione dell’art.8 del Patto sui diritti civili e politici, che vieta la riduzione in schiavitù e la tratta degli/delle schiave. Secondo il Comitato, “gli stati devono anche fornire informazioni sulle misure adottate per proteggere dalla schiavitù le donne, i bambini e le bambine, compresi/e donne, bambine e bambini stranieri, anche quando tale schiavitù è mascherata sotto forma di lavoro domestico o altro tipo di servizio alla persona. Gli stati parte nel cui territorio vengono reclutate o portate via tali donne, bambine e bambini, e gli stati parte dei territori di destinazione, devono fornire informazioni sulle misure, sia nazionali che internazionali, adottate per prevenire la violazione dei diritti delle donne e dell’infanzia”. In realtà tali misure internazionali sono numerose, sia in termini giuridici, con l’adozione nel 2000 del Protocollo di Palermo sulla tratta di esseri umani, sia sul piano degli impegni politici e delle azioni concrete, sia da parte dei governi che soprattutto delle organizzazioni delle donne e dei movimenti, per contrastare attivamente il fenomeno della tratta e offrire alle donne che lo subiscono una via per sfuggire alla schiavitù e riprendere in mano la propria vita.

Casa Bakhita

È  una casa in cui la Caritas accoglie donne in difficoltà, anche con figli minori. Una Comunità di Suore si è resa disponibile alle esigenze delle situazioni di fragilità e la Caritas, con una équipe specifica, cura l’accoglienza anche con il supporto di figure professionali.
L’accesso può avvenire attraverso l’invio di una segnalazione sia da parte degli operatori Caritas parrocchiali che di Enti pubblici e/o privati. Ovviamente l’accesso può avvenire anche per contatto diretto.
Il percorso inizia con un patto di accoglienza dopo un colloquio previo ed è orientato al graduale recupero dell’autonomia.

Don Francesco Corbo

Diritti umani

Si chiamano diritti umani i diritti inalienabili che spettano a tutti gli esseri umani, e dunque non dipendono dalle leggi del singolo stato, ma dalla stessa appartenenza al genere umano. Un genere umano composto di uomini e donne, diversi nel corpo e nell’identità ma eguali nei diritti. Non è dunque corretto, per definire tali diritti universali, usare lespressione diritti delluomo: ha senso invece fare riferimento alle valutazioni espresse nel 1993 dalla Conferenza di Vienna, centrate proprio sulluniversalità dei diritti. Come ricorda l’Alto Commissario ONU per i diritti umani, “la Dichiarazione e il Programma d’Azione di Vienna hanno proclamato che “tutti i diritti umani sono universali, indivisibili, interdipendenti e interconnessi”, il che significa che i diritti umani devono essere gli stessi in ogni parte del mondo e per ogni persona. Inoltre, anche se si deve tener conto delle particolarità nazionali e regionali, e dei diversi contesti storici e culturali, è dovere e responsabilità degli stati promuovere e tutelare tutti i diritti umani e le libertà fondamentali per tutti e tutte, indipendentemente dai sistemi politici, economici e culturali esistenti.
I diritti umani sono anche indivisibili e interdipendenti, il che significa che i diritti civili e politici ed i diritti economici, sociali e culturali vanno tutti posti sullo stesso piano. L’interdipendenza dei diritti richiede inoltre che tutti i diritti vengano presi in esame, tutelati e promossi simultaneamente, senza dare priorità ad alcuni rispetto ad altri”. Si chiama sistema internazionale dei diritti umani il sistema di Patti, Convenzioni, trattati, protocolli, organismi di promozione e di controllo, che è stato costruito dalla comunità internazionale a partire dalla Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948. Esso in realtà ha origini ancora più antiche, ed è oggi articolato in modo molto complesso, a livello sia internazionale che regionale. Si chiamano diritti umani i diritti inalienabili che spettano a tutti gli esseri umani, e dunque non dipendono dalle leggi del singolo stato, ma dalla stessa appartenenza al genere umano. Un genere umano composto di uomini e donne, diversi nel corpo e nell’identità ma eguali nei diritti. Non è dunque corretto, per definire tali diritti universali, usare l’espressione diritti dell’uomo: ha senso invece fare riferimento alle valutazioni espresse nel 1993 dalla Conferenza di Vienna, centrate proprio sull’universalità dei diritti. Come ricorda l’Alto Commissario ONU per i diritti umani, “la Dichiarazione e il Programma d’Azione di Vienna hanno proclamato che “tutti i diritti umani sono universali, indivisibili, interdipendenti e interconnessi”, il che significa che i diritti umani devono essere gli stessi in ogni parte del mondo e per ogni persona. Inoltre, anche se si deve tener conto delle particolarità nazionali e regionali, e dei diversi contesti storici e culturali, è dovere e responsabilità degli stati promuovere e tutelare tutti i diritti umani e le libertà fondamentali per tutti e tutte, indipendentemente dai sistemi politici, economici e culturali esistenti. I diritti umani sono anche indivisibili e interdipendenti, il che significa che i diritti civili e politici ed i diritti economici, sociali e culturali vanno tutti posti sullo stesso piano. L’interdipendenza dei diritti richiede inoltre che tutti i diritti vengano presi in esame, tutelati e promossi simultaneamente, senza dare priorità ad alcuni rispetto ad altri”. Si chiama sistema internazionale dei diritti umani il sistema di Patti, Convenzioni, trattati, protocolli, organismi di promozione e di controllo, che è stato costruito dalla comunità internazionale a partire dalla Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948. Esso in realtà ha origini ancora più antiche, ed è oggi articolato in modo molto complesso, a livello sia internazionale che regionale.

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