«Coesione politica e territoriale per dire no a deposito scorie in Basilicata»

Riceviamo e pubblichiamo.

La Sogin ha trasmesso la Carta delle Aree idonee alla costruzione di un deposito nazionale per i rifiuti radioattivi di media e bassa intensità al Ministero della Transizione Ecologica (MITE) e, così come è previsto dal decreto, a breve sarà reso noto anche il parere tecnico da parte dell’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione (ISIN). E’ quanto afferma il Capogruppo Regionale del Partito Democratico Roberto Cifarelli  Immediatamente dopo, il MITE di concerto con il Ministero delle Infrastrutture, pubblicherà la manifestazione di interesse rivolta ai siti idonei ad ospitare il deposito.  Il territorio lucano – continua l’esponente PD – è coinvolto in quanto diversi siti sono stati individuati in provincia di Potenza e Matera. Dell’argomento ci siamo già occupati nel febbraio del 2021 allorquando il percorso di individuazione iniziato da Sogin e regolato da linee guida piuttosto stringenti fu oggetto di discussione in una apposita seduta del Consiglio regionale.  Oggi, come allora, – aggiunge Cifarelli – ribadiamo con forza e determinazione il nostro convinto NO a qualsiasi ipotesi di realizzazione di depositi di scorie nucleari nel territorio lucano e bene fa il Dipartimento competente a riaffermare le motivazioni tecniche già presentate a sostegno del diniego.  Ma tutto questo non basta. Mi sono soffermato sulla parte procedimentale, in quanto, ancora una volta, la grande assente dal dibattito odierno è la Politica ovvero è assente una strategia complessiva che dia identità e futuro alla nostra terra e nel contempo ci metta al riparo da qualsiasi eventualità.  Non basta dire un No secco e risoluto ad una sciagurata ipotesi senza dire una sola parola su quale modello di crescita socio-economico si immagina per la Basilicata.  Dopo tre anni di amministrazione Bardi – evidenzia il Capogruppo Dem – non è ancora chiaro come questo governo abbia immaginato il passaggio dalle energie fossili al green, né mai è stato chiesto conto alle compagnie petrolifere presenti in Basilicata su quali investimenti intendano realizzare sul nostro territorio proprio nell’ambito della transizione energetica tanto declamata.  Risulta evidente la pochezza programmatica di una maggioranza di governo regionale la cui mancanza di idee è, inoltre, aggravata da una perenne conflittualità interna che ha generato una profonda crisi politica ed istituzionale. Tutto a danno dei Lucani.  Il ricordo della storica mobilitazione del 2003 – conclude Roberto Cifarelli – insegna a tutti noi che per combattere talune battaglie è indispensabile coesione politica, istituzionale e territoriale.  E per fare ciò, non basta la tecnica, ci vuole la Politica.

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