Cifarelli: «Il clamoroso autogol dell’assessore Rosa». L’assessore attacca il giornalista Nino Grasso. L’indignazione di OdG, Assostampa e sindacati

“Perché un componente delle istituzioni arriva a usare toni intimidatori nei confronti di un giornale e di un giornalista? Al fine di ripristinare quanto prima l’agibilità politica del confronto auspichiamo che l’Assessore chieda scusa”.

Il fatto e le reazioni

Nun te permett chiù”. Così, con un post su Facebook, l’assessore regionale all’Ambiente Gianni Rosa ha replicato al “Punto di vista” di Nino Grasso su quanto sta accadendo a Tempa Rossa. Invece di rispondere nel merito l’assessore sceglie la via dell’intimidazione. Toni aggressivi, quelli di Rosa, condannati da Assostampa, Ordine dei giornalisti, sindacati ed esponenti politici che nello stigmatizzare quanto accaduto esprimono solidarietà al collega Nino Grasso.

OdG E Assostampa. “Preoccupano i toni aggressivi di alcuni messaggi inviati sui social da rappresentanti delle Istituzioni a destinatari giornalisti. Ordine dei giornalisti e Associazione della stampa di Basilicata osservano che nessuno – giornalisti compresi – può rivendicare per sé il dogma dell’infallibilità. Ma nel caso in cui qualcuno si senta leso o non rappresentato correttamente dalle ricostruzioni riportate dalla stampa, ha la possibilità di evidenziare il proprio punto di vista e far valere le proprie ragioni, con la forza degli argomenti e con toni civili, seguendo percorsi definiti dalle norme vigenti e dai principi deontologici del mondo dell’informazione. A cominciare dall’esercizio del diritto di replica. È preoccupante, invece, assistere a un progressivo degrado del discorso pubblico che talvolta assume toni inadeguati al ruolo e alle responsabilità ricoperte, come nel caso – ultimo in ordine di tempo – che ci viene segnalato dal collega Nino Grasso del quotidiano “La Nuova del Sud” e che ha per mittente un rappresentante dell’Istituzione regionale. Ordine dei giornalisti e Associazione della stampa di Basilicata auspicano che possano ritrovarsi, al più presto, il senso della misura e dell’equilibrio per ristabilire, nel rispetto dei ruoli di ciascuno, corrette relazioni istituzionali in un clima di reciproco ascolto e di costruttivo confronto. Percorso obbligato per garantire un servizio di pubblica utilità e, ai cittadini, il diritto a essere informati”.

Sindacati: “Regione e Arpab svolgano fino in fondo la loro funzione di controllo”. E’ netta la posizione di Cgil, Cisl e Uil rispetto alle criticità dell’impianto Total di Tempa Rossa. L’’assessore all’Ambiente – spiegano Summa, Gambardella e Tortorelli – più che fare dichiarazioni al solo scopo di tranquillizzare la popolazione farebbe bene ad adottare atti e risorse che vadano nella direzione di rafforzare l’attività di controllo e monitoraggio dell’Arpab”. Rispetto alle esternazioni di Rosa relative all’articolo dell’editorialista dalla Nuova, Nino Grasso, Cgil, Cisl e Uil non usano mezzi termini:“Parole a dir poco inopportune – dichiarano i segretari – nel suo ruolo istituzionale di assessore regionali. La stampa e l’ informazione sono una parte importante del pluralismo e della democrazia, non si governa con l’intimidazione.

L’intervento di Roberto Cifarelli*

Cosa spinge l’Assessore Rosa ad essere così… “agitato”? Perché un componente delle istituzioni arriva a usare toni intimidatori nei confronti di un giornale e di un giornalista? Perché il nostro assessore “senza macchia e senza paura” non ha replicato con i toni che “devono” essere usati da chi esercita un ruolo istituzionale e soprattutto argomentando il suo punto di vista? Ricordiamo all’assessore che il nostro ordinamento consente, anche a lui, di poter adire le vie legali qualora si sentisse particolarmente denigrato. A nessuno è consentito esagerare con la speranza di essere perdonato e magari osannato da qualche “fascistello” di turno. L’assessore forse ha dimenticato con quanta facilità “sputava” anatemi nei confronti del centrosinistra quando era all’opposizione. Non ricordo che, alla solita sua teatralità politica, qualcuno lo abbia mai minacciato o apostrofato “come bisognoso di cure”. Facciamo appello al Presidente Bardi affinché plachi gli istinti del suo “pretoriano”  e  gli imponga il senso dell’equilibrio tipico di chi ricopre un ruolo istituzionale. Non lasceremo che la classica scenata, tipica di una certa cultura di destra, che non sopporta critiche, possa distrarre l’attenzione dai tanti problemi della Basilicata. La verità è che in Basilicata il cambiamento che l’Assessore Rosa va sbandierando non lo ha visto nessuno; però tutti abbiamo visto chi è stato nominato direttore dell’ARPAB. La Basilicata è terra laboriosa e libera che non ha bisogno di assessori “con il bastone”. Denigrare e apostrofare un giornalista per la sua storia senza rispondere nel merito è un atto vile. Da parte nostra, le donne e gli uomini e i giovani del PD di Basilicata saremo per la libertà di opinione, sempre e comunque. Per questo, al fine di ripristinare quanto prima l’agibilità politica del confronto auspichiamo che l’Assessore chieda scusa, può capitare a tutti di dire “qualcosa in più”. E alla canzonetta ripetuta dal centrodestra lucano circa il cambiamento apportato nella nostra regione, rispondiamo con una massima di Totò: ma ci faccia il piacere!

*Consigliere regionale lucano del PD

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