Cgil: «Con le chiacchiere non si riaprono le scuole in presenza e in sicurezza»

di Angelo Summa,  Segretario generale Cgil Basilicata, Paolo Fanti, Segretario generale Flc Cgil Basilicata

Con la stessa frequenza con cui le varie zone del paese cambiano i colori legati alla pandemia rispuntano i proclami dedicati alla grande importanza del ritorno a scuola in presenza. Ma la scuola ha bisogno di fatti, non di parole. Invece, ormai da più di un anno, non si vedono i primi e allora si fa ricorso a dichiarazioni di facciata e a interminabili giri di parole per evitare di rispondere al problema con le soluzioni adeguate e necessarie. Lo ripetiamo da più di un anno: per tornare a scuola in presenza e in sicurezza la scuola ha bisogno di: 1) più personale (sia docenti che personale ATA), 2) maggiori spazi, 3) un sistema di trasporti che garantisca il distanziamento sui mezzi, e, infine, 4) un sistema di tracciamento rapido e sicuro. Se viene meno una di queste condizioni, tutto crolla come un castello di carte. Invece pochissimo è stato fatto: si è pensato di rendere le classi un po’ meno “pollai” con una dotazione aggiuntiva di organico insufficiente, si è reperito alla bell’e meglio altre superfici scolastiche (ma scaricando questo onere sulle singole scuole e senza nessun piano, nazionale o locale, a ciò specificatamente rivolto), il potenziamento del sistema trasporti è stato fatto in poche regioni mentre in Basilicata è stato fatto poco o nulla, il sistema di tracciamento ha mostrato tutti i suoi limiti. Due giorni fa ragazzi e ragazze sono tornati a scuola in presenza, ma senza che siano state messe in campo concrete misure per garantire la sicurezza di studenti e personale scolastico. Nessuna indicazione alle scuole per realizzare un sistema di monitoraggio nazionale, nessuna scelta su trasporti dedicati, nessuna possibilità di prevedere più ridotti gruppi di alunni o con più docenti o maggiore disponibilità di spazi, niente neanche rispetto all’annunciato “Piano Miozzo” sui milioni di tamponi da effettuare prima del rientro. Importante è il dato sulla vaccinazione del personale scolastico, che procede pur con qualche ritardo nella provincia di Potenza, ma che non può essere sufficiente a garantire una riapertura in sicurezza e che, comunque, in Basilicata si è sviluppato con la completa assenza di regia e intervento da parte del governo regionale. Ripetiamo: occorrono interventi su tutti e quattro i parametri necessari che abbiamo richiamato, per riportare la scuola tutta in presenza e in sicurezza. Basta giochi di parole e goffi tentativi di mantenere la scuola con “un poco di presenza” e con un poco di sicurezza.

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