Cercasi con urgenza nuova emergenza per il post-pandemia

Delle diverse patologie di cui è affetta una società quella più grave è sicuramente quella politica.
Questa si manifesta con governi del territorio arruffati, miopia e con l’affannosa ricerca -o invenzione- di una qualsiasi emergenza in maniera tale da essere giustificata se non programma nulla, se non rifonda, riforma, come si usa dire, o costruisce.
E’ un po’ come quando, sommerso da problemi e da cose da organizzare, fare, problemi da risolvere, ti becca l’influenza che ti costringe a letto e puoi, anzi devi rimandare tutto, limitandoti ad assumere l’antibiotico e tirando un sospiro di sollievo per la fortuna capitata.
Di emergenze, noi italiani, abbiamo perso il conto. L’ultima è la pandemia che, per quanto male abbia seminato, nel Belpaese viene vissuta come la terza guerra mondiale, mentre, passata la frontiera, diventa un problema come un altro da affrontare sistemicamente e senza ansie.
Ma prima c’era la migrazione, per ricordarne un’altra recente e via risalendo nel tempo, ce ne è stata sempre una a intristire il panorama e ad alleggerire, nel contempo, l’agenda politica.
E’ evidente che un’emergenza non lascia spazio ad altro, viene per prima e va affrontata con tutte le energie, diamine, chè se no finisce male.
Per il resto si fronteggia alla meno peggio il quotidiano, con riforme che non riformano, aumento dei costi in generale e un pacco grande grande così di promesse, quali la diminuzione del carico fiscale, la pace fiscale, la sburocratizzazione, tanto lavoro per tutti -c’è chi si spinse anche a quantificare il numero dei nuovi posti di lavoro- felicità, coppe del mondo in tutte le discipline, autostrade per Marte, sole e caldo, ponti ristrutturati, treni tanto veloci da non fare a tempo a prendere posto seduti e una linea internet fulminante anche a Savoia di Lucania, per dire.
Noi, come porci all’ingrasso, ci mettiamo tutto in bocca e ringraziamo ruttando per la sazietà, ma, si sa, con le promesse non si finisce mai di riempire lo stomaco. Un po’ come coi sogni; e difatti a noi non resta che sognarci addosso senza sapere a chi toccherà poi asciugarci dall’eccesso dei sogni.
Sogno per sogno tanto vale esagerare, comunque, fino ad arrivare a immaginare di avere i superpoteri, giocare come Maradona e essere incaricati di guidare il paese. Del resto nei sogni abbiamo sempre i requisiti necessari per poter fare tutto, anzi ce lo meritiamo proprio che si avveri. Anche se per qualcuno funziona già così. Pensate a un ministro o a un assessore che ritenete incapace, no, per favore uno solo, non esagerate, ebbene lui sognava di diventare un qualcosa al ramo e alla fine ci è riuscito, senza che ci “accocchi” proprio niente; ebbene il suo sogno si è avverato. Almeno ci svelasse il segreto. Forse è solo un fatto di concentrazione, chissà; io comincio a sognare più concentrato, forza. Tre, due, uno, voglio diventare bello e tornare giovane… ooooohhhhhmmmmm.

1 commento su “Cercasi con urgenza nuova emergenza per il post-pandemia”

  1. Telesca Antonio

    Il mio prof. di Storia delle dottrine politiche diceva che il problema dell uomo e tutta la filosofia poteva essere sintetizzata dalla distinzione di Platone tra Dialettica e Retorica.

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