“Catcalling”: nuovo o vecchio fenomeno?

Negli ultimi tempi sta prendendo piede sempre più il fenomeno del “catcalling” e molti si chiederanno di cosa si tratti. In realtà, per quanto sia un termine inglese tendente a qualcosa di moderno, è di antica datazione: risale intorno alla metà  del Settecento con il significato di fischiare agli artisti non graditi che si esibivano a teatro, come segno di disapprovazione. Oggi risuona di nuovo alle nostre orecchie soprattutto a seguito di un post pubblicato su Instagram da Aurora Ramazzotti (figlia del noto cantante Eros e della conduttrice Michelle Hunziker) per denunciare le molestie ricevute per strada. Per quanto sembrerebbe “esagerato” parlare di un fenomeno in crescita riguardo a degli apprezzamenti ricevuti in pubblico durante una passeggiata o a dei complimenti “gratuiti”, non può essere ridotto in termini così semplicistici. In Francia, ad esempio, è punito con multe fino a 750 euro chi, su mezzi pubblici o per strada, ha comportamenti equivoci, in altri Paesi vi è una regolamentazione apposita per le molestie in strada. In Italia, invece, non abbiamo un norma “ad hoc” ma solo con l’articolo 660 del codice penale rubricato “ Molestie o disturbo alle persone” abbiamo l’arresto fino a sei mesi e l’ammenda fino a 516 euro. Come sempre, molti sono i dubbi interpretativi riguardo a questa norma e la Cassazione, da buon organo nomofilattico qual è, chiarisce che le molestie per rientrare nel novero del reato devono essere reiterate e non sporadiche. Però chiediamo al nostro legislatore di provvedere a una regolamentazione precisa partendo  dall’analisi culturale di quei retaggi che pongono gli uomini ad avere atteggiamenti offensivi verso le donne che spesso sono costrette a cambiare le loro abitudini per non sentirsi perseguitate

Torna su