Braia: transizione energetica, Puglia con vento in poppa, Basilicata al palo

“La transizione energetica non può essere solo una bandiera ideologica ma una scelta strategica e un obiettivo per il futuro, rispetto al quale la Basilicata, regione ricca di gas, acqua, sole e vento avrebbe potuto guidare la nazione intera. Invece invece da tre anni é totalmente bloccata. Mentre in Puglia si corre con il sole e con il vento, attraendo investimenti e producendo occupazione,  in Basilicata siamo fermi al palo, pur avendo le condizioni ideali per essere sul tema la regione leader in Italia e in Europa”. Lo dichiara il consigliere regionale Luca Braia, capogruppo Italia Viva.

“Da ieri nel Porto di Taranto – prosegue Braia –  é operativo il primo parco eolico off-shore del Mediterraneo di 30 MW, realizzato da Renexia del Gruppo Toto, che soddisfa il fabbisogno per 60.000 persone e che fornirà il 10% dell’energia necessaria all’autorità portuale. Da noi, in Basilicata, la Regione soccombe dinanzi al TAR che accoglie ricorsi di oltre 40 progetti di altrettanti operatori delle rinnovabili contro la DGR 35/2022 e le sue assurde note attuative, chiaramente illegittime ed emesse solo per rimediare a ritardi di oltre 18 mesi, facendo ripresentare progetti per percorsi autorizzativi differenti (screening piuttosto che VIA) ad esclusivo danno delle imprese. Sbloccati così  gli iter di progetti di fotovoltaico per circa 600 MW di nuovi impianti. Altrettanto grave é la paralisi delle istruttorie di circa altre 300 pratiche di rinnovabili che attendono esito, per assenza di organico negli uffici di competenza e, inoltre, a causa di leggi regionali incostituzionali utili solo a produrre ricorsi e contenziosi, da cui la regione esce sistematicamente perdente. Come intendono il Presidente Bardi e l’Assessore Latronico, la giunta e la sua improbabile maggioranza, incagliata da 60 giorni su chi deve occupare il ruolo di presidente del consiglio, uscire da questo pericoloso pantano burocratico legislativo? Fa molto riflettere il mancato avvio di un tavolo tecnico interistituzionale e il non coinvolgimento di un centro di ricerca pubblico come L’ENEA (Ente Nazionale delle Energie Alternative), che ha sede a Rotondella e che ho visitato qualche giorno fa, nella redazione del Piano energetico regionale. Oppure nella preparazione di proposte come quelle dell’individuazione delle aree da destinare alla realizzazione di impianti di produzione di idrogeno verde, di cogenerazione e di stoccaggio del gas, sfruttando i pozzi esausti Eni in Val Basento (capaci di immagazzinare il 5% del fabbisogno del Gas nazionale) e sfruttare le opportunità economiche, in campo e di prossima emissione, da parte del Ministero della Transizione ecologica. Possiamo produrre energia rinnovabile di ogni tipo, ridurre in maniera drastica la bolletta energetica ad almeno 250.000 famiglie e a tutte le Imprese lucane, con condizioni mai avute prima a partire dalla disponibilità di 200 milioni di mc di gas all’anno e invece, nonostante la presenza di leader della ricerca  nel settore, risultiamo incapaci di pianificare, programmare e  legiferare. Una inerzia imbarazzante – conclude Luca Braia – che ci farà perdere l’ultimo treno per lo sviluppo sostenibile che si sta consumando in un paradosso politico istituzionale, imbarazzante e ingiustificabile. Non accetteremo tutto questo inermi e, a partire dai prossimi incontri organizzati dalle associazioni di categoria, insieme a sindaci, imprese e cittadini, ribadiremo in ogni sede, le nostre proposte e denunceremo con loro il nostro totale disappunto”.

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radionoff
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