Braia: a Bardi non interessa completamento Matera-Ferrandina

“E’ purtroppo grande il rammarico per la non volontà di discutere, in Consiglio Regionale, e di conseguenza assumere un impegno istituzionalmente politicamente utile all’intera comunità lucana, in questo momento fondamentale di scelte strategiche che il governo regionale e nazionale sono chiamati a svolgere, riguardo gli investimenti sulle infrastrutture e sul futuro della Basilicata tutta. Richiederò la convocazione di un consiglio regionale dedicato esclusivamente ad affrontare in maniera adeguata e approfondita il tema del completamento del raccordo Matera – Ferrandina per la ferrovia nazionale e lavorare per il prosieguo verso il versante adriatico.” Lo dichiara il Consigliere Regionale Luca Braia, capogruppo di Italia Viva.  “In Consiglio regionale è stata bocciata – prosegue il Consigliere Braia – l’immediata discussione della mozione presentata da Italia Viva, insieme al collega Mario Polese e sottoscritta in aula da tutti i colleghi della minoranza. Ancora una volta il centro destra e la Lega non dimostrano l’adeguata sensibilità e volontà politica necessaria a far esprimere l’assise regionale sulla fondamentale utilità dell’opera e, soprattutto, sulla necessità di aprire immediatamente un tavolo ministeriale, per poter raggiungere un obiettivo con RFI e con il Governo della ferrovia Ferrandina-Matera verso la Puglia, unendo quindi le due coste, Tirrenica e Adriatica. Neanche dopo che il Consiglio Provinciale di Matera, in data 9 giugno, ha approvato all’unanimità un ordine del giorno per sollecitare Rete Ferroviaria Italiana, di concerto con il Commissario Governativo Vera Fiorani, nominata dal Governo Draghi, ad aprire i cantieri accelerando la definizione delle necessarie procedure al fine di completare entro tempi ragionevolmente brevi il collegamento Ferrandina-Matera, i cui lavori sono già assistiti da copertura finanziaria e relativo stanziamento. Al collega Bellettieri, astenuto anche all’iscrizione della mozione, che ha dichiarato l’inutilità dell’opera e della nostra azione politica, vorrei spiegare, perché forse ignora, che grazie all’azione politica concreta della già senatrice Antezza nel 2015 e dei Governi Renzi, Conte e Draghi, l’opera è stata dichiarata strategica e inserita tra le opere di immediata realizzazione. Il tutto oggi con uno stanziamento disponibile di 365 milioni di euro e la nomina del commissario Vera Fiorani. Il completamento del collegamento ferroviario Ferrandina-Matera, con prospettiva di prosecuzione verso l’Adriatico (asse ferroviario Bari-Taranto ) costituisce opera strategica di particolare rilevanza sociale per le aree interne, la Provincia di Matera , la Basilicata e l’intero Sud. La mozione che la maggioranza non ha voluto discutere, chiedeva con forza l’impegno del Presidente Bardi e della sua Giunta a modificare il Piano Regionale dei Trasporti 2016-2026, proprio perché si parla di un’opera già finanziata, oggi e, pertanto anche a formalizzare in una apposita  scheda del Recovery Plan Basilicata la prosecuzione della tratta Ferrandina-Matera per l’Asse ferroviario Adriatico Bari-Taranto.  Chiederemo un Consiglio Regionale per discutere di infrastrutture ferroviarie essenziali e della migliore programmazione di utilizzo delle risorse per le infrastrutture. La Regione Basilicata deve adoperarsi attivamente per l’accelerazione dei lavori di completamento della tratta Ferrandina-Matera ed esercitare, attraverso opportune intese e coordinamenti con i governi di Puglia e Campania, le dovute pressioni sul governo nazionale affinché con i collegamenti per Matera, già Capitale Europea della Cultura 2019, si possa utilizzare la ferrovia statale anche per il trasporto di merci verso la Puglia e dorsale Adriatica oltre che le persone, i turisti, i viaggiatori. Proprio perché, atteso e considerato che la ferrovia a scartamento ridotto (FAL) non consente il trasporto di container, macchinari e mezzi d’opera di dimensioni incompatibili con l’esistente sistema ferroviario, solo la ferrovia nazionale può garantire. Temi importanti, a prescindere dalla provenienza politica di chi li presenta a discussione, che tristemente sono stati bocciati, in assise, senza neanche approfondire nel merito le questioni.”

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