Basilicata deposito di scorie radioattive: reazioni trasversali e tutte per il “NO”!

Vito Bardi, presidente della Regione e Gianni Rosa, assessore all’Ambiente: «La Basilicata dice no»

 “La Regione Basilicata si opporrà con tutte le sue forze ad ogni ipotesi di ubicazione nel proprio territorio del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi”. Lo hanno dichiarato il presidente della Regione Vito Bardi e l’assessore all’Ambiente Gianni Rosa a seguito delle notizie diffuse nella tarda serata di ieri sulla pubblicazione della Carta delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, che vede anche alcune zone della Basilicata fra le aree indicate dalla Sogin. “Non eravamo stati informati – hanno aggiunto Bardi e Rosa – e ribadiamo la nostra contrarietà a questa scelta, certi di interpretare il comune sentire del popolo lucano che come è noto a tutti ha già manifestato questo orientamento, in maniera composta ma decisa, 17 anni fa quando fu indicato il sito di Scanzano Jonico. Ora come allora il nostro territorio, che contribuisce in maniera rilevante al bilancio energetico del Paese con le proprie risorse naturali, non può essere ulteriormente gravato da una attività che rischierebbe di mettere in discussione e di pregiudicare la prospettiva di sviluppo sostenibile che con tanta fatica, in questa difficile congiuntura dovuta all’emergenza sanitaria in atto, le istituzioni e le forze economiche e sociali stanno cercando di concretizzare”. “Nella consultazione pubblica che è stata prevista – concludono Bardi e Rosa – la Regione produrrà una serie di osservazioni negative che in queste ore sono in corso di elaborazione. A questo scopo giovedì mattina alle 10,30 si terrà una riunione via web con tutti gli organismi regionali coinvolti, Arpab, sindaci interessati e presidenti delle Province per discutere e approfondire ogni aspetto della vicenda”.

Dissenso da parte dell’M5S. Intervento di Luciano Cillis, Arnaldo Lomuti, Giovanni Perrino, Mirella Liuzzi, Carmela Carlucci, Gianni Leggieri 

SOGIN S.p.a. ha reso pubblica la nota tecnica relativa ai siti idonei per lo stoccaggio delle scorie nucleari di bassa e media intensità. Un elenco di 67 potenziali siti  con determinate caratteristiche diffusi su tutto il territorio nazionale, e che ora vedranno un momento di aperto dibattito pubblico. Purtroppo constatiamo che tra i  siti  individuati, ce n’è una moltitudine in Basilicata. Tutto questo non è assolutamente accettabile, poiché la nostra regione e il nostro territorio hanno già dato e continuano a dare tanto, essendo coinvolti da decenni sia nello stoccaggio di scorie nucleari anche ad altissima attività (con ulteriori problemi di inquinamento  delle falde da cromo esavalente, trielina ed idrocarburi nel sito di Rotondella) sia nelle estrazioni petrolifere e ospitando ben due siti di pre-raffinazione, uno in Val D’Agri (con serie conseguenze di inquinamento ambientale a causa di sversamenti legati allo stoccaggio di greggio e presunto traffico di rifiuti pericolosi) e uno nella Valle del Sauro, che già sta mostrando i propri effetti negativi sulla qualità dell’aria nei territori interessati. Ricordiamo, inoltre, di  avere già subito in passato un vero e proprio scempio ambientale con  la prima industrializzazione degli anni 60, che ha lasciato abbandonati una serie di siti industriali i quali aspettano ancora di essere recuperati e bonificati (Valbasento e Tito). Pertanto, saremo con convinzione al fianco di tutte le Istituzioni lucane, a prescindere dal colore politico che le contraddistingue, al fine di far pervenire la nostra forte, decisa e rigorosa contrarietà a questa sciagurata ipotesi. Così come già avvenuto nel 2003 con la marcia dei centomila, che fece fallire il tentativo di creare il sito unico nazionale delle scorie nucleari nel Comune di Scanzano Jonico, tutta la Comunità Lucana saprà fare di nuovo fronte unico e si presenterà forte e compatta, in tutte le sedi, per scongiurare ogni eventuale coinvolgimento del proprio territorio.

I consiglieri regionali lucani Cifarelli e Pittella (Pd): «La Basilicata non é disponibile»

“La Basilicata si è già opposta 17 anni fa al deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e sarà pronta a rifarlo con forza, come allora. E’ evidente che in termini di “sostenibilità”  la Basilicata contribuisce già in maniera rilevante al fabbisogno energetico nazionale e non é affatto pensabile che si vada oltre. No, grazie!
Siamo certi che si farà fronte comune e riteniamo quanto mai utile che nella consultazione pubblica che è stata prevista siano coinvolti i gruppi di minoranza in Consiglio regionale. Siamo pronti ad una risoluzione unitaria in Consiglio regionale che dia forza ad ogni iniziativa si ritenga utile  intraprendere, anche contro la sola ipotesi della individuazione di pochi comuni tra le aree idonee. Abbiamo già scelto cosa vogliamo essere – concludono – e non c’è alternativa al nostro No!”.

Dichiarazione del consigliere regionale lucano Luca Braia: «No di Italia Viva»

“Diamo già troppo al Paese, si guardi verso altri territori per le scorie. Il parlamentare Vito De Filippo, i consiglieri regionali Luca Braia e Mario Polese, i coordinatori provinciali, i dirigenti e gli iscritti di Italia Viva Basilicata esprimono la totale e ferma contrarietà. La nostra regione non può e non deve essere tra le sedi candidate ad ospitare, nelle aree ricadenti nei Comuni di Genzano, Irsina, Acerenza, Oppido Lucano, Matera, Bernalda, Montalbano e Montescaglioso, il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, cosiddetto CNAPI. La Basilicata, ha già il suo importante e delicato, in termini di impatto ambientale, ruolo sul piano energetico nazionale con le estrazioni petrolifere e deve oggi più che mai posizionarsi sul tema della transazione energetica come regione che punta alla sostenibilità. Pertanto, la pubblicazione della mappa fino a ieri chiusa nei cassetti di Sogin e la consultazione pubblica che seguirà nei prossimi mesi, siamo certi troverà la stessa Basilicata di 17 anni fa ad opporsi in tutti i modi. Si prevenga una nuova mobilitazione popolare, si guardi già altrove. Ora come allora siamo pronti a generare una nuova Scanzano”.

Intervento dell’assessore all’Ambiente del Comune di Potenza, Galella

“Purtroppo, mentre in Italia tutto l’interesse è centrato sul problema del Covid-19, il Governo nazionale tira un brutto scherzo ad alcune regioni tra le quali la Basilicata, individuata come sede di diverse discariche di materiale nucleare. Così – prosegue in una sua nota l’assessore all’Ambiente Alessandro Galella – per il Governo ‘giallo rosso’ la regione più verde d’Italia, con 5 zone parco, con 55 zone monitorate e protette dall’Europa per la tutela di ecosistemi mantenutisi intatti nel tempo, viene vista come un sito perfetto per ospitare scarti nucleari. Una vera e propria follia. Anziché puntare sulla natura protetta e intatta come un valore da tutelare e da rilanciare, per assicurare sviluppo economico e turistico, la si trasforma in una possibilità di depositare barre di uranio impoverito,  evidentemente ritenendo di non dar fastidio a nessuno. Come ha prontamente sottolineato l’assessore regionale all’Ambiente Gianni Rosa, la Basilicata si opporrà a questa decisione in ogni modo possibile e immaginabile. Abbiamo dovuto già combattere in passato contro questa idea assurda e torneremo a farlo come e più di prima. Tuteleremo e difenderemo la nostra terra e la nostra natura da questa scellerata decisione del Governo Conte” conclude Galella.

Intervento dei consiglieri del Comune di Potenza di centrosinistra: Bianca Andretta, Angela Blasi, Roberto Falotico, Francesco Flore, Angela Fuggetta, Rocco Pergola, Pierluigi Smaldone e Vincenzo Telesca

“Apprendiamo oggi della pubblicazione della mappa nazionale delle aree potenzialmente idonee per la costruzione del nuovo deposito nucleare che si svilupperà su scala nazionale. All’interno della mappa presentata da Sogin, vengono indicate addirittura 8 aree potenzialmente idonee. Si tratta di Oppido Lucano, Genzano di Lucania, Matera, Irsina, Acerenza, Bernalda, Montescaglioso e Montalbano Jonico. Per quanto ci riguarda, è fin troppo ovvio ribadire il nostro irremovibile NO a qualsiasi incursione di questa natura all’interno del territorio lucano. La nostra Regione ha già pagato e sta ancora pagando un prezzo altissimo in termini di sfruttamento del territorio, conseguenze per l’ecosistema e per la salute dei cittadini. La Basilicata NON è disponibile nemmeno a sentir parlare di nuovi depositi scorie. I Lucani sono pronti a tornare in piazza per difendere il proprio futuro, come già accadde nell’Autunno del 2003. Indipendentemente dal colore dei governi, su questo tema è impossibile anche soltanto discutere. Siamo convinti del fatto che non sarà difficile arrivare ad una posizione unitaria del consiglio comunale e della Città di Potenza al fine di opporsi con ogni mezzo ad ogni ipotesi di ubicazione del deposito nazionale di scorie radioattive all’interno del suolo lucano”.

No al deposito nazionale per i rifiuti radioattivi in Basilicata. Cgil, Cisl e Uil pronti alla mobilitazione. Dichiarazione congiunta di A. Summa,  E. Gambardella e V. Tortorelli

“Cgil, Cisl e Uil sono pronti alla mobilitazione contro ogni ipotesi di allocare in Basilicata il deposito nazionale per i rifiuti radioattivi e a difendere il territorio da ogni tentativo di depredazione ulteriore. Sono trascorsi 18 anni ed è ancora vivo in tutti noi il ricordo delle 15 giornate di Scanzano e il solo riecheggiare della possibilità che il governo individui ancora una volta la Basilicata, individuando diversi comuni tra Potenza e Matera, compresa la Capitale europea della cultura tra le aree potenzialmente idonee per lo stoccaggio delle scorie nucleari, riaccende la stessa contrarietà di allora. Una contrarietà ancor più radicale in quanto dettata dalla consapevolezza che la Basilicata sta già dando molto al Paese in termini energetici più di quanto abbia ricevuto in questi anni. La nostra regione non ha ricevuto alcun ‘ristoro’ in termini di interventi diretti per creare occupazione, eppure si è cimentata con lo spinoso problema della coesistenza di modelli alternativi, quale lo sfruttamento delle risorse energetiche e la salvaguardia del territorio, provando a dare il suo contributo nel tracciare una proposta per il governo della transizione energetica secondo le linee tracciate dall’Unione Europea. Questo è il tempo del riscatto e della mobilitazione per costruire un’altra idea di sviluppo, uno sviluppo sostenibile che valorizzi le tante potenzialità della nostra regione”.

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