Basilicata. Cementificio Barile, M5s presenta interrogazione

I consiglieri Leggieri, Perrino e Carlucci chiedono al Presidente della Giunta regionale, Vito Bardi, e all’assessore regionale all’ambiente, Gianni Rosa “di conoscere i dati del monitoraggio delle emissioni”.

“In questi giorni abbiamo depositato un’interrogazione rivolta al Presidente della Giunta regionale, Vito Bardi, e all’assessore regionale all’ambiente, Gianni Rosa, per conoscere i dati del monitoraggio delle emissioni del cementificio Costantinopoli di Barile, dove avviene la produzione di calcestruzzo preconfezionato e di cementi di vario tipo. Si tratta di un sito produttivo posto a poche centinaia di metri dal centro abitato, ai piedi del Monte Vulture e in un’area di grande pregio agricolo e naturalistico”. Lo sostengono i consiglieri regionali del M5s Gianni Leggieri, Gianni Perrino e Carmela Carlucci che aggiungono: “Con provvedimenti della Giunta regionale sono stati rilasciati negli scorsi anni il riesame e l’aggiornamento dell’Aia (Autorizzazione di impatto ambientale) in favore del sito produttivo di Barile. Con l’Aia è stata prevista l’installazione di una centralina per la misurazione della qualità dell’aria, impiantata e manutenuta dalla società Costantinopoli, con l’aggiunta dell’installazione di 4 deposimetri. Il monitoraggio è coordinato dall’Arpab e sono state dettate le prescrizioni per i parametri da valutare. A tutt’oggi non è possibile consultare i dati del monitoraggio elaborati dalla centralina installata (un errore sul sito internet del cementificio impedisce di consultare la pagina dedicata). Per questo abbiamo chiesto al Presidente della Giunta regionale e all’assessore competente di fornirci informazioni in merito”. “Abbiamo inoltre chiesto – continuano – se e quando l’Arpab effettua i controlli sul corretto funzionamento della centralina e quali dati vengono ricevuti ed elaborati. Con la nuova autorizzazione è stata concessa al cementificio di Barile la possibilità di utilizzare 50mila tonnellate di Css (Combustibile solido secondario)-rifiuti e 10mila tonnellate di Css-combustibile”. “Mai come in questo momento – concludono – si impongono controlli ancora più stringenti per garantire la tutela del diritto alla salute, senza dimenticare che il Comune di Barile fa parte del Parco regionale del Vulture per il quale si attendono ancora risposte per dare una governance degna di questo nome e far partire una volta per tutte l’ente”.

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