Basilicata. Bardi, uomo per una sola occasione: quella della “ritirata”

La parabola è ormai discendente. Ultimi rantoli della peggiore presidenza della Regione Basilicata mai registrata negli “annali”. Il generale-presidente Vito Bardi dovrà godersi la pensione e lasciare la politica finalmente alle persone adulte. Basta con il pressapochismo, con “accozzaglie” che di politica sanno davvero molto poco, tanto per usare un eufemismo. I lucani pentiti rimpiangono il peggior centrosinistra a confronto del “miglior” centrodestra (migliore secondo gli stessi protagonisti dei vertici della cosa pubblica). Le prossime amministrative dovrebbero finalmente dare il “colpo di grazia” a questo governicchio. Purtroppo resta ancora del tempo e l’elettorato dovrà aspettare per mandare via a calci nel fondoschiena questa manica di uomini e costringerli a cercare di riuscire a fare ciò che in teoria dovrebbero saper fare (ma anche su ciò molti autorevoli osservatori della stessa coalizione hanno fortissimi dubbi): opposizione. Sì, opposizione a chi? A se stessi! È lapalissiano! Hanno avuto anni per programmare, finalizzare politiche per i cittadini, far risparmiare gli utenti sui costi dell’energia e delle altre utenze. Risultato: una debacle alla Waterloo con la differenza che Bonaparte, per quanto si voglia dire e scrivere, è stato una spina nel fianco dell’Europa. Bardi & Co? Solo una spina nel fianco dei lucani! Sì c’è stata la pandemia da Covid che l’illustre medico Leone definì semplice influenza e poi non dimentichiamo la guerra che ha visto tanti nostri “vertici istituzionali” in prima linea… prima linea? Quale prima linea? Ah, quella del “finish”. In questa baraonda qualcuno ha lavorato e anche bene come l’assessore regionale di FI: Cupparo che sicuramente vedrà riconosciuti dall’elettorato i suoi molti risultati ottenuti. Sul resto della “compagine calcistica” stendiamo un velo pietoso. Chissà per alcuni di loro potrebbero schiudersi le porte del Viviani, almeno come custodi, con la gestione di un altro personaggio buono per quasi tutte le stagioni che in compenso lascia tanti ricordi in tutti coloro che lo hanno conosciuto o hanno lavorato per le sue società. In molti ogni sera si accostano al comodino e di fronte alla sua immagine recitano tante “preghierine”, tantissime belle parole. Tutte di buon augurio… discutibile indubbiamente scrivere “buon augurio”. In questo bailamme forse Caiata ne esce bene. Del resto lo si deve a lui la permanenza tra i professionisti del Potenza calcio. Forse qualche corso serale, in qualche dopo lavoro (ferroviario?) potrebbe tornare utile almeno per far comprendere il complesso sistema di interscambio delle linee ferroviarie e poi non dimentichiamo gli immancabili: fischietto, cappello e… paletta (forse la paletta è fuori luogo… meglio aspettare agosto per “innalzare” castelli di sabbia destinati a sbriciolarsi alla prima ondata di mare). In tutto questo non poteva mancare il candidato presidente alla Regione per il centrosinistra trombato sonoramente: Trerotola. È ancora alla ricerca di un centro di gravità permanente.

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Gianfranco Lotito
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