Alberto Sordi direbbe: «Vi c’hanno mai mannato a quel paese…?»

Se si volesse dare un giudizio sull’attuale fase politica italiana la cosa sarebbe per davvero impossibile. Men che meno se uno dovesse chiedere o suggerire quale partito o personaggio politico scegliere. Si doveva con la formazione del Governo Draghi pur pervenire ad un quadro politico più stabile e rassicurante, invece il Movimento 5 Stelle sta implodendo per tutte le sue contraddizioni, che vi erano al suo interno sin dall’inizio e che prima o poi dovevano inevitabilmente emergere e scoppiare. Non è più pensabile che il sorgere dei partiti avvenga unicamente sui malumori, pur se giusti, del momento e non anche su una solida base di principi e valori condivisi. Il Vaffa diviene il collante per un’accozzaglia di visioni che sono state spessissimo tra loro in forte contraddizione e rimangiate con troppa disinvoltura alla prova dei fatti, quelli veri però. Nulla si mostra più in questo scenario politico come saldo punto di riferimento per le persone e quelli che dovevano interpretare le istanze della gente sono quelli che più velocemente se ne sono allontanati. Si è assistito ad una marea di slogan ipocriti e stucchevoli: “pensiamo al bene degli italiani, pensiamo ai problemi reali della gente”, dimenticando che stanno in Parlamento proprio per queste ragioni, ma dovevano dirlo e ancora lo fanno perché devono rammentarselo. Se poi a tutto ciò si aggiunge la confusione mentale, ma più verosimilmente pazzoide, di qualche pseudo politico (Grillo) che più che guardare ai casini di casa propria vuol elevarsi a condottiero dell’attuale PD, ci si rende conto a quale stadio infimo siamo arrivati. Questo anche grazie ad un inadeguato responsabile nazionale del PD (Zingaretti), che in questa delicata fase per l’Italia pensa a rassegnare le dimissioni, con dichiarazioni che, se anche vere, ma per senso di opportunità ed anche per la sua stessa coerenza andrebbero meditate e fortemente soppesate. Per chi giudica le azioni politiche le sue dimissioni dovevano essere date già da tempo per mancanza di visione politica e soprattutto per mancanza di strategia. Quale migliore occasione nel secondo Governo Conte assumere come partito la guida e la battuta delle scelte più importanti e significative per traghettare questa martoriata nazione. Invece oggi è di moda che chi riveste importanti ruoli istituzionali è anche il responsabile politico del partito. Si è allo stesso tempo controllato e controllore, finendo poi di far male e l’uno e l’altro ruolo e di naufragare irrimediabilmente per entrambi. E poi, come se già tutto ciò non bastasse, riappaiono le Sardine, inabissate per tanto tempo si materializzano miracolosamente a dettare la dritta ad un partito rintronato. Allora è il caso di affidarsi al buon gusto e al garbo di Alberto Sordi quando cantando diceva: “Vi c’hanno mai mannato a quel paese?”, e aggiungerei che se non ci volete andare: “statevene a casa”.

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