«Acesso al credito per imprese femminili gender gap specie al Sud»

“L’accesso al credito rappresenta uno dei fondamentali gender gap che caratterizzano il nostro Paese, in particolare il Sud,  soprattutto nelle prime fasi dell’attività imprenditoriale. E’ di fatto il fattore più negativo che ostacola la crescita delle imprese femminili. Accade ancora, come confermano numerose ricerche, che  il genere possa essere un elemento condizionante per le banche nella scelta dell’accettazione o del rifiuto, del tasso di interesse applicato o delle garanzie personali richieste». A sostenerlo è Rosa Gentile, responsabile nazionale per Donne-Giovani di Confartigianato, che ha partecipato all’annuale Meeting formativo nazionale Donne Impresa di Confartigianato che si è svolto in provincia di Verona sul tema “Donne, Impresa, Credito…Prospettive di crescita” affrontato in 3 sessioni tutte tenute da tecnici di Banca d’Italia.

Gentile – che è anche presidente Comitato Imprenditoria Femminile Camera Commercio Basilicata – ha riferito che secondo la più recente indagine di Unioncamere per le imprese di donne prevale l’autofinanziamento: il 46% delle imprese femminili dichiara il capitale proprio/familiare come la fonte di finanziamento. Scarso è invece il ricorso al credito bancario…: solo il 20% delle imprese femminili dichiara di ricorrere molto al credito bancario … vuoi anche per scoraggiamento…: le imprese femminili dichiarano maggiormente di non fare ricorso al credito bancario aspettandosi un rifiuto (8% vs 4% imprese uomini) … oltre al credit crunch: tra le imprese che hanno richiesto credito, nel caso delle imprese femminili è maggiore la percentuale in cui il credito erogato non è stato adeguato oppure la richiesta non è stata accolta (8% vs 4% imprese uomini). Cosa chiedono le banche alle imprese in rosa: Solidità finanziaria, garanzie reali e crescita economica; i primi tre requisiti più richiesti dalle banche per la concessione del credito alle imprese femminili, graduatoria simile per le imprese maschili.

“Il fondo ‘Impresa Donna’ istituito di recente dal Governo – aggiunge Gentile – è un investimento nel lavoro, nelle competenze e nell’iniziativa delle donne che sarà leva di sviluppo per tutti, soprattutto al Sud. E il sostegno all’imprenditoria femminile, a cui il Pnrr destina complessivamente 400 milioni, ne è una parte importante. Si tratta di un fondo da 200 milioni che sperimenta un nuovo modello di promozione della cultura e della pratica d’impresa per il Paese. È previsto – continua – un meccanismo di finanziamento a fondo perduto per le micro imprese, anche di una persona, e per le piccole esistenti da meno di 12 mesi fino a 250 mila euro. Per le micro e piccole imprese, che rappresentano una rete ricca di opportunità per il Paese ma che deve essere supportata con strumenti adeguati anche di mentoring e tutoring, è destinata una quota del 25 per cento. Il resto prevede finanziamenti a Pmi già esistenti con un meccanismo misto di fondo perduto e credito agevolato. In un simile contesto, l’educazione finanziaria diventa quindi a parere di Confartigianato Donne Imprese estremamente importante per gli imprenditori e le imprenditrici: disporre di informazioni chiare e accessibili, avere consapevolezza delle opportunità offerte e dei rapporti e dei criteri che regolano il mercato bancario e finanziario costituiscono una “leva” imprescindibile per la sopravvivenza e lo sviluppo delle imprese oltre che la formazione di nuove.

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