A Teana divampa la “rivolta del raskatiello”

Riceviamo e pubblichiamo.

La presentazione della specialità gastronomica Raskatiello di Miskiglio, patrimonio gastronomico dei comuni di Teana e Fardella, in una trasmissione di Rai 1 (“E’ sempre mezzogiorno”), ha sollevato proteste nella comunità teanese, gelosa custode della tradizione del piatto. Il dott. Rosario Breglia si è fatto promotore di una protesta inviata alla Rai e di una petizione che in pochi giorni ha raccolto un centinaio di firme. I risentimenti – spiega Breglia – dipendono in quanto il piatto è stato completamente bistrattato sia nella preparazione e sia nella presentazione in quanto il presentatore non ha assolutamente tenuto conto del disciplinare e quindi ha tradito sia la fase iniziale e sia la fase finale con condimenti che non sono per niente presenti nella gastronomia locale. Pertanto insieme alla nota di biasimo abbiamo chiesto di avere la possibilità in una prossima puntata di ospitare una qualificata rappresentanza del territorio per offrire una precisa visione della validità del piatto la cui originalità e validità è ampiamente riconosciuta dalla gastronomia nazionale. A Teana non va giù che è “stato rovinato” un piatto eccellente della propria  tradizione gastronomica. La “rivolta” cade nel secondo anniversario del riconoscimento (12 marzo 2019) del Raskatiello di Miskiglio di Teana nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (Pat) istituito dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo (Mipaaft) che ha anche il compito di promuoverne la conoscenza a livello nazionale e all’estero”. Il Raskatiello di Miskiglio di Teana è uno dei piatti della tradizione di un’area territoriale ben definita del Parco Nazionale del Pollino, detta “Valle del Serrapotamo”. La nascita di questo piatto può essere collocata intorno al 1600, periodo nel quale Teana, come il resto della regione, si ritrovò ad affrontare un periodo di forte carestia dovuta alle continue morti a causa della peste nera e dei terremoti che si susseguirono in quegli anni. Sfamarsi era diventato la priorità e la popolazione fu costretta a cercare un’alternativa: produrre una quantità sufficiente di legumi e da qui il “miscuglio” di farina di grano e farina di fave. “Da sempre – evidenzia la Pro Loco Teana -la nostra associazione si è posta come obiettivo la valorizzazione di questa tradizione, siamo molto soddisfatti: con l’assegnazione del Marchio Pat abbiamo compiuto un ulteriore passo in avanti per dar risalto e valorizzare questa eccellenza enogastronomica teanese. Abbiamo concluso una prima fase di sviluppo dei programmi di promozione. Crediamo che sia necessario iniziare ad unire le forze per cercare di costruire qualcosa di importante: una filiera corta di produzione che possa portare sia benefici a livello turistico sia benefici di tipo socioeconomico”. Le “differenze” posso e devono essere “un valore aggiunto e non un elemento di divisione”.

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