«A lavoro con covid e senza green pass. Tisci venga subito rimosso da dg Arpab»

di Angelo Summa, segretario generale Cgil Basilicata e Giuliana Scarano, segretaria Fp Cgil Potenza

Veniamo a conoscenza – per vie non formali – del fatto che il Dirigente Generale dell’Arpab, pur consapevole di essere positivo al Covid, si è recato presso gli uffici dell’ente e avrebbe partecipato anche a riunioni di lavoro mettendo anche  a rischio la salute dei propri collaboratori. Un comportamento gravissimo, che peraltro configura una ipotesi di reato, emerso solo a seguito di un’accesso dei Nas del comando dei carabinieri di potenza presso la sede Arpab. Fatti che aggiungono – a quanto già noto – un ulteriore carico di inadeguatezza rispetto all’incarico che Tisci ricopre.In sostanza chi riveste un incarico istituzionale in un ente deputato alla tutela della salute pubblica si sarebbe macchiato di un reato contro lo stesso bene pubblico che è chiamato a salvaguardare. Non è ammissibile che un incarico di tale rilievo sia ricoperto da chi pone in essere simili comportamenti, che rivelerebbero una profonda irresponsabilità in spregio di tutte le norme. Di fronte a migliaia di cittadini lucani che, oltre ad essersi vaccinati e ad aver vaccinato i propri figli, si attengono scrupolosamente alle regole dettate a garanzia di se stessi e della collettività, non è accettabile tanta superficialità e insolente sfrontatezza. Chiediamo, dunque, al Presidente Bardi di fare chiarezza sulla vicenda  perché è diritto dei cittadini e dei lavoratori venire a conoscenza di tali fatti che, se appurati, sarebbero di una gravità inaudita, ma soprattutto di porre fine a questa pagina, la più buia che ha tratteggiato la gestione dell’arpab sino a oggi.

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