1857. Rosa Ferretti, spigolatrice e martire

Radionoff oggi vuole ricordare l’anniversario dell’omicidio di Rosa Ferretti di Sapri avvenuto il 27 giugno del 1857 ad opera della banda comandata da Carlo Pisacane. Questo eroe risorgimentale tentò un’ardua impresa rivoluzionaria per “liberare il Sud” dal governo borbonico e consegnare una repubblica partenopea al regno sabaudo. Il Pisacane tentò un’eroica azione militare, sì proprio lui che era stato un disertore, si servì di uomini ergastolani senza scrupoli e assalì i contadini che stavano lavorando nei terreni. La spedizione del Pisacane fu condannata anche dal fratello Filippo, che restò sempre fedele a Francesco II e che mai avrebbe preso e armi contro i napoletani. La banda di Pisacane era arrivata a Ponza con un piroscafo,  il Cagliari che fu subito catturato dalla marina borbonica nel porticciolo di Sapri. Nel frattempo i rivoltosi avevano già ucciso la sventurata ragazza, Rosa Ferretti, mentre stava spigolando il grano. Napoli, città del diritto, vanto della giurisprudenza e sede della più antica Università, non seppe difendersi dalla richiesta di risarcimento  che l’armatore Rubattino mosse contro le navi militari napoletane anche se il piroscafo era partito da Genova, regno sardo piemontese e che a bordo aveva anche marinai armati inglesi. Poiché il Regno di Napoli era ricchissimo, rinunciò alla difesa e versò agli inglesi 3.000 sterline, all’armatore Rubattino restituì il piroscafo e questi, per ringraziamento, tre anni dopo lo dette a Garibaldi per trasbordare i mille e ottanta sette in Sicilia per  liberare (o conquistare) l’Italia.  A proposito, l’armatore Genovese, ebbe sempre più favori e  concessioni dai governi dell’Italia libera e unita, l’Inghilterra, con la Francia e altri Stati potettero spadroneggiare lungo tutto il regno sabaudo italiano e la giovane Rosa Ferretti spigolatrice di Sapri fu dimenticata. (Viene riportato un quadro in occasione del 27 giugno del 1857)

Torna su