«Vertenza lavoratori Futura Ambiente: nuovo o meglio vecchio sciacallaggio»

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Fim Cisl e Uilm

La situazione dei lavoratori oggi Futura Ambiente, ieri Giuzio Ambiente, si aggrava di una ulteriore ingiustizia perpetrata dalla società: ovvero quella di retribuire una parte dei lavoratori e non tutti i lavoratori.

Una ulteriore vergogna in una situazione paradossale dove tutti i lavoratori, ricordiamo, vantano ancora la mancata retribuzione dei mesi di gennaio e febbraio 2021.

Una situazione ancora di più insostenibile per effetto anche delle scelte della politica regionale che da sempre aveva consentito e ha consentito, attraverso anche la legge regionale, all’Asi e oggi anche l’Apibas l’unica vera pratica in cui siamo eccelsi: il rimbalzo delle responsabilità nella gestione delle arre industriali.

Non basta dunque tutto ciò?

No, bisogna utilizzare i lavoratori fino alla fine, affinché si possa, da parte aziendale, quadrare i relativi conti finanziari o i mancati introiti derivanti da Acquedotto Lucano ed Asi.

C’è da vergognarsi davvero!

Aree industriali abbandonate, senza missioni produttive, anzi diremo “senza padrone”.

È uno scempio senza fine, perché è inammissibile tutto ciò ed è inammissibile che è stato consentito questo modo di fare da oltre venti anni e ancora oggi non intravediamo nessuna soluzione.

Se Futura Ambiente non è in grado di pagare regolarmente i propri lavoratori, sarebbe auspicabile il passaggio di consegna nell’immediato perché essere imprenditori significa assumersi in primis le proprie responsabilità, altrimenti parliamo di altro, di interposizione di manodopera.

La dura realtà che riscontriamo e che registriamo è il silenzio delle istituzioni a tutti i livelli; forse le parole pronunciate da un politico lucano sulla suddetta situazione, alla fine, sono l’unica verità: una situazione troppo ingarbugliata…

Ecco una risposta: Vergogna! Il 22 settembre si terrà un nuovo incontro in Regione, già convocato in precedenza, e sin d’ora preannunciamo che non ci alzeremo da quel tavolo fino a quando, una volta per tutte, le situazioni non verranno chiarite fino in fondo; ognuno deve assumersi le proprie responsabilità perché ne va della dignità dei nostri lavoratori, calpestata purtroppo da anni da coloro i quali dovrebbero governare per valorizzare il bene comune.

radionoff
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