Unioncamere: l’imprenditoria culturale in Basilicata è centrale

Il sistema produttivo culturale e creativo in Basilicata realizza poco più di 410 milioni di euro di valore aggiunto (il 3,6% del totale dell’economia regionale) ed una occupazione di 8.400 unità (il 4% del totale degli occupati in tutti i comparti economici).  Sono dati contenuti nel rapporto “Io sono cultura, arrivato alla dodicesima edizione,  realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere, con la collaborazione del Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne, insieme a Regione Marche e Istituto per il Credito Sportivo presentato a Roma dal presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci, dal presidente Unioncamere, Andrea Prete, dal segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, dal presidente Museimpresa Cda Fondazione Symbola, Antonio Calabrò, dalla presidente Maxxi e Human Foundation, Giovanna Melandri.

Rosa Gentile (Confartigianato), presidente Comitato Imprenditoria Femminile Cciaa Basilicata, sottolinea i significati del rapporto che oltre alla presenza crescente di imprese femminili analizza tutte quelle attività economiche che producono beni e servizi culturali (core), ma anche tutte quelle attività che non producono beni o servizi strettamente culturali, ma che utilizzano la cultura come input per accrescere il valore simbolico dei prodotti, quindi la loro competitività, che nello studio definiamo creative-driven. All’interno del core coabitano attività molto diverse tra loro, accomunate dalla produzione e veicolazione di contenuti culturali e creativi. Dalle attività di conservazione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico (attività dei musei, biblioteche, archivi, monumenti), alle arti visive e performative (attività dei teatri, concerti, etc.). A queste si aggiungono attività che operano secondo logiche “industriali” (musica, videogame, software, editoria, stampa), quelle dei broadcaster (radio, televisione), fino ad arrivare ad alcune attività appartenenti al mondo dei servizi (comunicazione, architettura, design).

Per restare alla Basilicata le “attività core” realizzano 160 milioni  (1,4 del totale dell’economia regionale) e le attività cosiddette “creative driven” oltre 250 milioni (il 2,2%). L’apporto in occupazione: 3.900 unità (1,9% dsul totale comparti economici) per le attività core e 4.500 unità (il 2,1%) per le attività “creative driven”.

Il numero complessivo di imprese che fanno parte a pieno titolo del sistema produttivo culturale e creativo – 1.934 – commenta Gentile – esprimono, sia pure solo parzialmente,  la rilevanza che assume l’imprenditoria culturale nella nostra regione, a cui aggiungere 421 organizzazioni non-profit sempre del settore culturale e creativo. Condivido le valutazioni del presidente nazionale Unioncamere Andrea Prete: Il rilancio di questo articolato universo di aziende passa per una rinnovata attenzione alla sostenibilità, ambientale e sociale; una dimensione sempre più digitale integrata a quella fisica, cosiddetta phygital, dei servizi; una crescente integrazione di settori, canali e contenuti”.

 Inoltre il turismo culturale che ha decretato il successo di Matera – conclude Gentile – rappresenta il simbolo che culturae bellezza sono tratti identitari radicati nella società e nell’economia. 

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