Una questione di sfumature

Alla fine dipende da cosa cerchi. La differenza che passa fra un pragmatico e un idealista o radicale, è che il primo si accontenta del risultato, mentre gli altri due del risultato non frega niente, almeno di quello immediato e soprattutto se è parziale.

È l’alimentazione che distingue i due tipi: il primo si ciba di quello che gli si para davanti, gli altri preferiscono digiunare anziché mangiare qualcosa che non risponda alla loro dieta.

Ecco, per esempio, una persona profonda di spirito non riesce a soddisfarsi di un risultato qualsiasi, anzi non tende a un risultato, è sempre alla ricerca.

Si ciba piuttosto di sfumature.

Chi cambierà il mondo, i pragmatici o gli idealisti?

Potrebbero cambiarlo gli idealisti, perché ai pragmatici va bene quello che c’è, basta sfruttarlo al meglio, ma non lo cambieranno mai, gli idealisti, perché un ideale se diventa realtà perde tutto.

È una sfumatura?

Vivere di sfumature: uno sguardo, un sorriso, una smorfia, un tic, un gesto particolare, un atteggiamento.

Cibarsi di sfumature, cercare il bello nel brutto e il brutto nel bello. Godere di un difetto. Individuare una menzogna e non svelarla agli altri, perché è una sfumatura, interpretabile soggettivamente, relativa, giammai assoluta, sapere questo e farne tesoro.

Una vita di sottotitoli, di non detto, ma immancabilmente chiaro, che, a saperlo leggere, risulta addirittura gridato.

Una sfumatura rivela più di un comportamento, di un’azione pratica, di una decisione portata a esecuzione.

Le sfumature aprono le stanze chiuse a chiave della nostra personalità e della nostra coscienza.

A saperle leggere.

A volerle leggere.

La grande comunicazione trascura le sfumature, riesce a farne a meno. Per questo non serve a niente. Sapere qualcosa e non conoscerne le sfumature è come non conoscerla o come recepire un solo significato, quello che si è deciso a monte di dare e farlo proprio. Come abdicare al proprio giudizio, sentirne addirittura l’inutilità, o, peggio, l’incapacità di esprimerlo.

Per questo la grande comunicazione, social inclusi, sono il veicolo delle dittature più feroci, perché omologano, celando le sfumature non più visibili.

Finiranno per spingerci finanche a non leggere, e infatti, sempre più diffusamente ce li leggono loro, i libri, gli articoli, perché senza sforzi, noi si smetta di interpretare, di cercare, appunto, le sfumature, le uniche che ci raccontano la verità.

Per dire.

Luciano Petrullo
Luciano Petrullo
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