Tutti a casa un corno!

Per tutti, o quasi tutti, questa legislatura regionale è ormai giunta al capolinea. Mentre i commentatori più sofisticati parlano dell’asse sacrosanto tra Descalzi e mons. Orofino con la benedizione de l’Avvenire, i commentatori più agresti danno per morto il governo Bardi dopo l’ennesimo flop in Consiglio regionale, alias fuga dall’aula. Una volta esistevano e funzionavano, per il tempo strettamente occorrente, i governi balneari, così definiti non solo perché strettamente legati alle vacanze estive, o perlomeno non solo a quelle, ma per la loro estrema provvisorietà e/o per la loro capacità di permettere nuove intese.

Qui si tratterebbe, il condizionale è d’obbligo, di fare il contrario, e cioè interrompere un percorso, semmai iniziato, proprio prima di andare al mare, almeno per chi ancora può permetterselo. Tutti gli indizi, anzi le prove inconfutabili, vanno in questa direzione e suggeriscono il de profundis per il generale al di sopra di ogni sospetto data la sua perdurante assenza, assenza in realtà solo apparente. E quindi, il generale senza peccato, ma con qualche macchia, chiama all’appello le truppe per martedì prossimo. E c’è da scommettere che nessuno andrà a casa quando mancano pochi giorni alle vacanze, perbacco queste certe, dei consiglieri regionali e tutti favoriranno un rinvio alla ripresa settembrina per poi tirare a campare fino alla primavera, tempo di elezioni parlamentari che ogni dissidio localistico e personalistico magicamente azzerano.

Bardi va a casa! Questo dicono i commentatori, ma dimenticano che Bardi con lui porterebbe, condizionale sempre d’obbligo, non sono una masnada di litiganti, ma un entourage che sta lavorando, in silenzio, certo, a tanti progetti, operazioni finanziarie invero, per far fronte ad impegni presi in campagna elettorale e per onorare cambiali che pesano eccome sullo stato di salute anche di chi resta imperturbabile.

Nuova Giunta? La chiede finanche la minoranza invece di fare l’opposizione, che davvero non usa più, da Draghi in poi, vien da pensare. Oppure un accordo magari distribuendo e attribuendo quelle postazioni, e ce ne sono di interessanti, ancora scoperte? Insomma non è credibile una crisi in questo periodo di grande calura che scalda ancor di più anime e corpi. C’è qualcuno che ha intenzione di spaccare, ma per creare una nuova forza politica e recuperare spazi di gestione. Sembravano già’ ben avviati, il centro in Consiglio regionale, ora sono in una fase di impasse per qualche defezione e poca convinzione di qualche aggregato. Al di sopra di tutto, comunque, resta l’indennità di carica e la paura che diviene quasi certezza per molti di non essere rieletti. Allora ci si adopererà per evitare il peggio, anche se non sarebbe poi davvero tale, e per restare in auge almeno per il tempo di trovare una propria posizione balneare o post-balneare!

Luciano Petrullo
Luciano Petrullo
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