Trasporto dializzati. L’Asm risponde all’Associazione nazionale e alla politica

Nota del direttore generale dell’Azienda sanitaria di Matera

“In riferimento alle notizie su iniziativa dell’Associazione Nazionale Emodializzati, fatte tra l’altro oggetto di interrogazione, da quanto si legge, anche da parte di un consigliere regionale di opposizione, ritengo doveroso chiarire che l’Azienda sanitaria che rappresento, relativamente alla questione del trasporto dei soggetti nefropatici che necessitano di trattamento dialitico, opera in stretta e rigorosa applicazione della normativa vigente nella Regione Basilicata. La disposizione normativa cui ci si riferisce è contenuta nell’art. 33 della legge regionale 30 dicembre 2009, n. 42, per effetto del quale non ricade in capo alle ASL l’onere di garantire direttamente (o mediante affidamento a terzi) il servizio di trasporto ai nefropatici, bensì esclusivamente l’onere di provvedere al rimborso integrale delle spese a tal fine effettivamente sostenute e debitamente dimostrate dagli assistiti che, nel caso in cui le condizioni di salute, attestate da idonea certificazione medica rilasciata dal responsabile del centro dialitico ove sono in trattamento o presso cui eseguono i controlli, non consentano di usufruire dei mezzi pubblici, possono utilizzare un’autoambulanza o, previa autorizzazione, un’autovettura propria ovvero ad uso privato, con esonero per la stessa Azienda sanitaria da ogni responsabilità per l’uso del mezzo stesso. Sulla base di quanto stabilito al secondo comma, lett. d) della norma citata, i rimborsi sono corrisposti dall’azienda sanitaria previa presentazione di richiesta da parte dell’assistito corredata della documentazione di spesa, nonché della prescritta certificazione medica, con l’eventuale dichiarazione di aver usufruito di autovettura ad uso privato. Proprio per facilitare i propri assistiti, nel 2016 l’ASM avviò una manifestazione di interesse per individuare alcuni operatori di trasporto ed associazioni del terzo settore da porre a disposizione degli stessi, precisando sin da allora che il rapporto che si andava ad instaurare sarebbe intercorso direttamente tra i trasportatori e gli assistiti ai quali, previa presentazione di idonea documentazione probatoria, l’ASM avrebbe poi rimborsato la spesa sostenuta per il trasporto. Ciò è avvenuto e continua ad avvenire da sempre”.

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