Teatro Francesco Stabile di Potenza. Un centro culturale che torna alla “ribalta”

Già nel 1700 la città di Potenza aveva il suo teatro fisso (nella foto: Teatro Francesco Stabile di Potenza, presumibilmente risalente al 1880) ma nel 1806, dopo che i francesi avevano occupato il Regno e conferito, tra i vari provvedimenti, alla città di Potenza lo status di capoluogo della Provincia di Basilicata, l’Amministrazione Comunale si vide “costretta a considerare, tra le varie incombenze, che il nuovo potere imponeva, anche quello di considerare lo stato di fatiscenza in cui il “teatro cittadino” si trovava e con estrema solerzia, nel 1823, dichiarando che, la sconsacrata chiesetta dedicata a San Nicola, diventasse teatro ufficiale della città.

La frequenza e l’importanza che il teatro fisso (il San Nicola) assunse spinse l’Intendente De Nigris a richiedere fondi al Ministero degli Interni per la costruzione di un nuovo e più grande teatro per la città capoluogo, come da progetto accluso redatto dall’ing. Nicola Scodes.

Purtroppo il progetto fu bocciato dall’allora Ispettore Generale Giuliano De Fazio.

Potenza attese circa un decennio finché, nel 1838, il nuovo Intendente Eduardo Winspeare incaricò, per un nuovo progetto del teatro, l’ing. Gaetano De Giorgio.

Quasi come per antico rito anche l’ing. De Giorgio incontrò tanti ostacoli e, tra questi, anche quello della collocazione dell’opera e il reperimento dei finanziamenti.

Tra una difficoltà e l’altra trascorsero sedici anni finché nel 1854 intervennero gli architetti Antonio Ferraro e Gerardo Grippo, che apportarono alcune varianti al progetto del De Giorgio che accontentarono un po’ tutti.

La realizzazione del teatro si può collocare nei pressi dell’Intendenza al posto del palazzo Cortese che dovrà essere abbattuto insieme ad altre più umili costruzioni a esso adiacenti.

L’ambizioso progetto prevedeva un ampio porticato avanti all’ingresso proposto dall’architetto Vincenzo Pascale (già direttore dei lavori) ma, come sempre, i soldi non bastavano e quindi si dovette rinunziare a esso.

Finalmente nel luglio del 1857 il progetto viene definitivamente approvato e si poté dare inizio ai lavori, ma ancora una volta intervenne la cattiva sorte con un violento terremoto che distrusse gran parte della città.

I lavori per la realizzazione del teatro si interruppero, il titolare dell’impresa, Francesco De Rosa, spostò i suoi interessi sulla ricostruzione della città.

Tre anni dopo (1860) però, appena ripresi i lavori del teatro, emersero mille problemi legati a “legittime” revisioni dell’originario progetto per l’adeguamento alla nuova condizione che il terremoto aveva determinato e lo fecero, superando grandi difficoltà, gli ingegneri Benchieri e Tucci.

Finalmente nel 1865 l’impegno e la direzione dei lavori assunti dall’ingegnere Emmanuele Bruno, coadiuvato dagli architetti Errico Alvini e Giuseppe Pisani, sbloccarono la stasi in cui erano finiti i lavori e l’impresa riprese a lavorare.

Anche le “difficoltà” ripresero il loro “quasi normale iter” se si pensa ai tanti contrasti tra i tecnici e i nuovi imprenditori Paglionica e Boccia che, comunque, non compromisero la prosecuzione dei lavori.

Nel 1878 i lavori furono dichiarati ultimati.

Dopo piccole rifiniture e qualche ritocco nel 1881 il teatro viene inaugurato alla presenza del re d’Italia Umberto I e sua moglie la regina Margherita, anche se solo tre anni dopo (1884) si effettuò il definitivo collaudo finale.

Il teatro è molto bello e diventa ben presto un vanto cittadino ma anche nel suo interno presenta straordinarie opere artistiche che furono il frutto di profondi, studi come quelli condotti dal famoso pittore M.ro Luigi De Luise che indirizzò le sue ricerche e le sue scelte verso la cultura classica e decise di dipingere la proposta artistica di Vincenzo Marinelli, prof. dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli, il quale argomentava che il progetto, da lui proposto, rendeva omaggio alla città di Potenza promuovendo motivi d’orgoglio e di esempio della cultura del popolo potentino.

Gli anni passano, la realtà sociale di Potenza cambia come pure l’economia e le esigenze e anche il teatro incominciò a presentare segni di vecchiaia e di incuria dovuta soprattutto alla scarsa manutenzione di cui aveva bisogno.

Il glorioso Teatro Francesco Stabile nel 1960, dopo tante peripezie, si trasformò in cinematografo e successivamente l’attento Consiglio Comunale, nel 1966, lo inserì anche nella demolizione prevista per tutta l’area attorno a esso.

Per fortuna del teatro, ma ancor più della città, ci fu l’intervento della Prefettura che ne impedì la distruzione e finalmente nel 1974 il Teatro Francesco Stabile di Potenza venne acquisito sotto il vincolo monumentale del Ministero della Pubblica Istruzione.

Purtroppo non finirono le prove di sopravvivenza per il teatro che nel 1980 dovette resistere al violentissimo terremoto che colpì la città di Potenza e con gran parte d’Italia meridionale.

Ancora una volta il teatro, dopo dieci anni dal sisma e dopo l’ennesimo restauro, fu restituito alla città.

Il teatro, fin dalla sua nascita, fu orgogliosamente intitolato al noto musicista lucano Francesco Stabile che, nato a Miglionico (MT) il 20 agosto 1801, si trasferì, con la famiglia, alla tenera età di otto anni (1809), a Potenza.

Fin da subito i potentini lo considerarono come “figlio” anche quando si trasferì a Napoli per motivi di studio.

Tra le più belle opere composte dal Maestro Francesco Stabile risulta Palmira che gli fu commissionata direttamente dal Teatro San Carlo di Napoli,

L’Artista morì nella “sua amata Potenza” l’11 agosto 1860.

Il Teatro Stabile di Potenza ha ospitato tanti grandi artisti e tra questi anche il famoso musicista Ruggero Leoncavallo (1857-1919), l’autore delle famose opere “Cavalleria Rusticana”, “Pagliacci” oltre che di tante altre importanti opere e composizioni.

Il M.ro Leoncavallo dimorò per molto tempo a Potenza e proprio nei pressi del teatro tanto che pare stesse più tempo in teatro che a casa e pare che abbia musicato più di qualche opera su un pianoforte che aveva fatto portare in teatro e che regalò allo stesso teatro. Sappiamo che la famosa cantante lirica Daniela Grimaldi (di origine lucana) fece restaurate il pianoforte nel 1972 e che l’“attenta” Amministrazione Comunale di Potenza lo  custodì gelosamente in un deposito del teatro.

Pianoforte del M.ro Leoncavallo che dopo aver composto alcune delle sue più belle opere regalò al Teatro Stabile di Potenza. È qui ritratto, in bella vista, in un deposito del teatro.

Si dice che la “sempre attenta” Amministrazione Comunale di Potenza ha ben pensato di spostare l’Assessorato alla Cultura della città nel Teatro Stabile e allora ci chiediamo: «Il provvedimento è preso per conservare l’Assessorato nel Tempio della Cultura cittadina o di preservarlo come ha fatto con il pianoforte donatogli da Leoncavallo?».

Qualcuno demanderebbe ai posteri il giudizio, qualche altro certamente lo farà alle prossime elezioni comunali.

Paolo Laurita
Paolo Laurita
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