Summa (Cgil): «Si salvi la sanità pubblica in Basilicata»

“La sanità lucana non solo versa in uno stato comatoso, ma per effetto dell’assenza di visione e di programmazione la si sta desertificando: carenza di medici, depotenziamento dei servizi territoriali, reparti chiusi, assistenza negata. Conseguenza di tutto questo è l’abbassamento dei livelli qualitativi assistenziali, che stanno letteralmente minando alle basi il diritto alla salute dei cittadini lucani”. Lo afferma il segretario generale della Cgil Basilicata, Angelo Summa.

“Non è più tollerabile – continua – assistere a questo decadimento della sanità, che costringe i lucani a ricorrere a strutture di fuori regione per potersi curare, con tutto ciò che ne consegue; senza considerare che la mobilità sanitaria passiva ha assunto dimensioni allarmanti, superando la soglia dei 50 milioni di euro. Di fronte a questa evidente incapacità politica, che mette a rischio la garanzia del diritto alla salute, dei servizi e delle prestazioni sociali – denuncia il segretario della Cgil lucana – è giunto il momento che il presidente della Regione, Vito Bardi, assuma come priorità il rilancio e il potenziamento della sanità pubblica in Basilicata, a partire dal rafforzamento dei distretti sanitari che rappresentano l’ossatura per costruire la sanità di prossimità così come previsto dalla missione 6 del Pnrr. La pandemia  – conclude Summa – ha ricordato a tutti il valore fondamentale del sistema sanitario pubblico e i distretti sono il luogo in cui trova attuazione l’integrazione socio-sanitaria, con la stretta sinergia tra ambiti territoriali sociali e azienda sanitaria chiamati ad agire sul medesimo territorio. Si ascolti il lavoro, si ascoltino i cittadini che da tempo denunciano lo stato di degrado della nostra sanità, come d’altro canto la manifestazione dello scorso 3 settembre a Matera ha evidenziato, con migliaia di persone scese in piazza a contestare lo stato di collasso in cui si trova il sistema sanitario regionale. Si intervenga subito, si apra il confronto per rilanciare e rafforzare la nostra sanità pubblica”.

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