Sognare per vivere o vivere per sognare?

Una domanda, forse antica quanto l’uomo, è quella che riguarda i sogni e, sembrerà strano, soprattutto quelli fatti a occhi aperti. “I sogni aiutano a vivere?” oppure “si vive di sogni?” ecc., è ovvio che più ci si interroga e più domande emergono in cerca di risposta e più s’innalza, pur senza volerlo, la fama televisiva del presentatore Gigi Marzullo che ha realizzato i suoi sogni chiedendo ai suoi intervistati se i sogni “esistono e perché”.

Questo shakespeariano quesito sulla esistenza e quindi sulla validità dei sogni è magistralmente narrato da Amleto quando si chiede se essere o non essere è il problema della vita o più “realisticamente” sognare l’amore come verità o rinunciare a esso in nome della verità? L’uomo da sempre ha sognato e ce lo hanno testimoniato filosofi, artisti e scrittori. Gli scultori hanno inciso i sogni sulle pietre, i pittori sulle tele, i poeti sulla carta e tutti nelle proprie fantasie quindi i sogni a occhi aperti fanno parte dell’uomo.

Proviamo a immaginare il dramma di un conflitto bellico e subirlo senza un sogno di pace, oppure vivere uno stato di disperata indigenza senza sognare un futuro fatto di benessere.

Immaginiamo, inoltre, come si potrebbe vivere senza sognare di amare ed essere amati. Certamente ci sono anche sogni che cadono nella pura illusione come ad esempio sognare che un politico provveda prima a favorire il popolo che lo ha eletto e poi se stesso.

Il mondo dei sogni è variegato come quello della realtà e quando sogno e realtà s’incontrano o si scontrano nasce la domanda: «Si sogna per vivere o si vive per sognare?». E qui il cerchio della fantasia e quello della realtà si ricompongono per ridare vita all’eterno dilemma: «Sognare per vivere o vivere per sognare?».

E la terra continua a girare.

Luigi Pistone
Luigi Pistone
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