Rinnovo concessione Viggiano-Eni: «Bardi non può più sottrarsi a richiesta Tavolo»

di Vincenzo Tortorelli, segretario regionale Uil Basilicata

Dopo il rinnovo della “concessione Viggiano” all’Eni il Presidente Bardi non può più sottrarsi dalla convocazione di un Tavolo specifico con i sindacati, i Comuni del comprensorio, le associazioni imprenditoriali ed ambientaliste, i comitati civici delle comunità della valle, innanzitutto per informare su quanto prevede il rinnovo e poi per spiegare come si intendono utilizzare le risorse finanziarie provenienti dal rinnovo. La richiesta del sindacato adesso assume maggiore urgenza e significato se realmente si intende avviare una svolta nella gestione di tutti gli aspetti che riguardano la concessione, particolarmente attesa prima di tutto dall’Eni che ha condizionato proprio al rinnovo i suoi ulteriori investimenti. Anche le modalità di utilizzo del gas di estrazione dall’attività estrattiva di idrocarburi necessita di informazione e confronto specie per l’attuale fase di forte incremento dei costi energetici per famiglie ed imprese. Abbiamo sempre sostenuto che la programmazione della transizione energetica in Basilicata non può essere disgiunta dalla gestione del petrolio fino a quando sarà prodotto nel nostro sottosuolo. La Basilicata è terra di idrocarburi e di energie rinnovabili. Ha tutte le condizioni per diventare un ‘laboratorio’ per i programmi di investimenti della transizione energetica previsti nel Pnrr ed in altri canali finanziari. Soprattutto dopo il progetto idrogeno verde e alla luce del rinnovo della concessione Eni assume più forte attualità la sollecitazione della Uil di convocare gli Stati Generali dell’Energia per aggiornare e tradurre in azioni poderose e coerenti le cose molteplici da fare per riscrivere la mappa delle opportunità, con la Regione i grandi Players (con Eni, le società concessionarie di Tempa Rossa), il mondo universitario e la struttura della società energetica regionale. Si tratta di ragionare all’altezza del ruolo che la Basilicata ha come massimo fattore della produzione di idrocarburi e come ‘quarto proprietario’ per volume di gas naturale prodotto sul territorio nazionale. Realizzando modelli di valorizzazione della cessione gratuita di gas alla regione attraverso forme aziendali di multi utilities.

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