Potenza calcio: pronto per i play out

Caiata ha sicuramente i suoi difetti, come tutti gli esseri umani, ma almeno come presidente del Potenza ha dato molte soddisfazioni ai tifosi, nel bene e nel male. Macchia cosa sta facendo per almeno eguagliare quanto fatto dal suo predecessore? Assolutamente nulla! Come imprenditore è sufficiente “guardare” le sue attività che farsi un’idea del suo “valore”. Ma in questo contesto poco importa. I tifosi potentini si aspettavano grandi cose, almeno ciò prometteva nei suoi innumerevoli interventi. “Wanda” ha pensato di dare nuovo lustro al Viviani ed è stata forse una cosa buona e giusta, ma a giocare le partite sono le poltrone, lo store oppure i giocatori? Forse regna un po’ di confusione. Il “Don Chisciotte” del Potenza forse pensa troppo alle pale eoliche e ha scambiato le partite per un “duello” di cervantesiana memoria: le squadre avversarie forse vengono scambiate per enormi pale eoliche che sembrano avere cattive intenzioni. Durante questi frangenti il suo “fedele scudiero” lo avvisa che quelli che lui pensa siano giganti con lunghe braccia sono in realtà giocatori. Durante lo scontro con uno di queste “pale” il nostro Don Chisciotte “rompe” la sua lancia nell’impatto e cade a terra. Quando si rialza si preoccupa subito per la sua lancia che è ormai spezzata e pensa di costruirsene un’altra prendendo un ramo di rovere e attaccandoci la punta in ferro.

Fatto sta che al momento il Potenza ha solo 5 punti. Sarà colpa dell’allenatore? Dei giocatori? Mah! Purtroppo gli unici dati certi sono: aumento del costo del biglietto, allenatore sott’accusa, “acquisto” di atleti che non stanno rispondendo alle aspettative dei tifosi e collocazione nella parte più bassa della classifica.

Accostando il nome dell’attuale presidente del Potenza a un famoso movimento artistico deduciamo che il suo tempo si sia fermato al 1875 quando si concretizzò “la teoria della macchia’’: far sì che la visione delle forme sia creata dalla luce attraverso macchie di colore, distinte, accostate e sovrapposte ad altre. “Figure”, impresse su supporti, inanimate e apprezzabili solo in una “galleria d’arte”.

A questo punto il “deus ex machina” farebbe bene a ridurre il prezzo del biglietto d’ingresso al “Viviani”, sistemare undici cavalletti e permettere al pubblico plaudente e gaudente di ammirare le opere di un tempo che fu, dal punto di vista artistico, e che nulla hanno a che fare con il gioco del calcio.

Certo sette partite sono poche per giudicare la gestione ma un antico “detto” recita: “Il buon giorno di vede dal mattino”. E sempre restando nel campo delle citazioni: “Tutto il resto è noia”!

Gianfranco Lotito
Gianfranco Lotito
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