Parlamenti zavorra

I parlamenti, almeno quello italiano e quello europeo, sono un ricettacolo di mezze figure, corrotti e corruttori. E’ quanto emerso da un’indagine dei servizi segreti belgi, declamerebbe un radio giornale di una volta. A proposito ve lo ricordate il mitico “è andata male a un topo di appartamento….”, l’incipit appunto dei radio giornali locali di una volta. I quotidiani locali di oggi, comunque, non hanno fatto grandi passi avanti, quando raccontano dello spacciatore di marjuana beccato con qualche grammo in più della sbornia consentita dalla legge.

Ma divago. Dicevo i parlamenti, di sicuro quello italiano e quello europeo non raccolgono, e mantengono, stinchi di santo. Certo, può capitare una persona per bene, ma ormai è raro, dal momento che una persona per bene non indugia a promettere posti di lavoro, appalti, incarichi e benedizioni.

Quello italiano, ormai spogliato di ogni potere siccome di ogni dignità, letteralmente vegeta. Li immagino, i parlamentari, passare dal bomba alla crema di mezza mattina, giammai prima, perché o si dorme o ci si prende cura del corpo, con una mezzora di palestra  o altro, al bucatino cacio e pepe della serata, magari da “Mario” che sa già le loro preferenze e li tratta come se fossero di casa (cosa che non dispiace anzi diventa necessaria per alimentare quella parte di ego che si rispecchia anche nella classica “all’onorevole il solito”).

Quindi vegeta e pascola da piazza Montecitorio a Fontana di Trevi, da via del Corso a via della Croce per un pensiero alla signora, o al signore (salvato in calcio d’angolo, diavolo di un mondo cane).

Quello europeo si è dimostrato tale e quale. Un esercito di nullafacenti, la cui importanza, nel panorama politico europeo, si attesta attorno allo zero virgola zero zero zero zero … e via sfumando.

Quindi, nonevèro, nulla avendo da fare, portatori, perbacco, di coppola, sazi con un indennità che se non vergognosa, è quantomeno scandalosa, facile che cadano preda dell’intrallazzo, del guadagno facile e illecito, assetati di potere, non foss’altro che il potere di fare qualcosa.

Si potrebbe pensare che questo andazzo maleodorante sia solo figlio della noia, e magari è anche così. Ma allora, ed ecco la domanda dell’anno, perché cazzo ce li dobbiamo tenere?

Non fanno le leggi (dato ormai scontato), eseguono ordini, contribuiscono al dibattito parlamentare come un idiota a una partita di scacchi, ebbene, perché mai li dobbiamo mantenere, farli girare in TV a dire scemenze, a vestirli e a fare i regalini alle signore e ai signori?

Rimane un mistero. Un mistero è il masochismo delle democrazie che inventano organi che spiccano solo per vanità, e che non servono a un beneamato piffero.

Allora, diamine, aboliamoli!

Ci teniamo i governi, chè certo qualcuno deve pur comandare e portare avanti la baracca, e inventiamoci dei contropoteri di controllo, snelli e funzionanti davvero, chè il parlamento proprio non ce la fa a fare niente. Dice: ma la nostra tradizione democratica?

Ma mi faccia il piacere!

Ma non li sentite come scimmiottano quello che ha detto ieri il loro segretario di riferimento, senza riuscire ad aggiungerci neanche una virgola mal posizionata. Pappagalli stonati. Inutili orpelli della burocrazia. Fantocci inutili che non riescono neanche a sindacalizzarsi e a pretendere il ruolo che ha previsto per loro la Costituzione, macchè. L’elettroencefalogramma è piatto da anni e anni. Una democrazia monca che si è trasformata in qualcosa di davvero strano, indefinibile, impalpabile.

Ecco, aboliamo i parlamenti. Per primo quello europeo che davvero è un mostro di inutilità. Sembra un marchingegno complesso, complicato, macchinoso, elefantiaco nella misura, pachidermico nei movimenti, che non serve a niente e a nessuno. Per certi versi un’opera d’arte che rappresenta il fallimento di secoli e secoli di pseudo evoluzione politica.

Aboliamo subito dopo quello italiano, semplicemente perché non si possono sentire più i suoi abitanti. Perché è ormai un acquario di pesci rossi, cui forniamo il mangime e che guardiamo annoiati gironzolare in tondo con aria spocchiosa.

Facciamo per una volta una cosa seria. Facciamoli tornare alle loro attività, umili quanto il loro sapere, anche se appariscenti, talvolta, o inesistenti, il più delle volte.

Ne sentiremo la mancanza?

Non lo so, ma sarà un atto di moralizzazione della politica: insomma se non si può eliminare il peccato, ebbene eliminiamo i peccatori. E non se ne parli più.

Deciso?

Deciso.

Luciano Petrullo
Luciano Petrullo
Articoli: 258