Parlamentarismo agonizzante

A volte mi chiedo se il nostro parlamentarismo sia agonizzante o se, invece, sia recuperabile in salute. Non so se ci avete fatto caso ma i parlamentari, a sentirli parlare, sembra quasi che non abbiano capacità alcuna di fare qualcosa di utile e che un tanto sia pure normale e quindi accettato.

Li vedi discettare su cosa si “dovrebbe” fare e li vedi rimanere su un vago impressionante, ognuno con una idea diversa da quelle degli altri, ma solo in qualche dettaglio, perché per lo più sono simili e indicano solo l’obiettivo, mai come poterci arrivare. Parlano, insomma, come si parla al bar delle tasse, del rigore dato o negato, dell’autobus che non arriva.

Ma se non loro, che ci rappresentano, sebbene non li si possa scegliere, chi altri può FARE qualcosa per gli italiani? A cosa serve il Parlamento?

Certo, mi si dirà, se una legge parte dal parlamento, là muore, se invece proviene dal governo la si fa, perché arriva l’ordine e si alza un braccio. Quale coscienza o consapevolezza della funzione abbiano i parlamentari rimane cosa misteriosa, se sappiano cosa significa controllare il governo o meno, non è dato sapere, né, perbacco, sembra che abbiano alcuna intenzione di chiedersi cosa ci facciano a Roma, oltre a cenare a Trastevere e aspirare a una comparsata in tv.

Li vedi partire, con fare impegnato, magari immortalati in squallidi selfie come se dovessero raggiungere un ideale fronte che li vede combattere da eroi, li rivedi poi al ritorno, con qualche etto in più, il volto segnato dalla stanchezza, dovuta, probabilmente, a un eccesso di Amaro del Capo o di cacio e pepe.

In fondo, se le leggi le prepara il governo, se questo pone due volte su tre, cioè quando occorre fare in fretta, la fiducia, lasciando le leggi sfigate a discussioni che vengono rinviate di udienza in udienza, cavolo, a che serve il Parlamento se non a far svernare col Ponentino questo ormai ridotto esercito di rappresentanti della cippa?

Ecco, forse giocano a fare i politici, con le loro stanze, i loro uffici, gli assistenti, i giornali sotto il braccio o l’Ipad, lo sguardo perso nell’orizzonte con la mascella serrata e il braccio sulle spalle dello scudiero di turno.

Sì, il nostro parlamentarismo è agonizzante, rendersene conto sarebbe doveroso, ma temo che dovranno passare ancora anni prima che si prenda coscienza della inutilità del parlamento (per strada ha perso pure la maiuscola) e non si progetti una democrazia più democratica, chè questa non lo è più.

Per dire.

Luciano Petrullo
Luciano Petrullo
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Un commento

  1. E un metodo che mi piace.Come si fa ad avere il contatto. Ci sono anche altri politici o sindaci che partecipano alla iniziativa ?

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