«Pagare le prestazioni sanitarie ai cittadini non è un bonus, è un dovere»

di Giuseppe Demarzio, presidente di Sanità Futura

Siamo vittime di un inganno o si tratta di indolenza politica? Arrivati questo punto dell’anno Sanità Futura fa saltare il velo di “garbo speranzoso” che è stato somministrato dalla Giunta Regionale negli ultimi mesi.
La Delibera di Giunta Regionale 482 del 27 luglio 2022, ambiguamente adottata per ragioni ancora nebbiose, ha avuto il compito, nei fatti, di “fare spazio”, sbattendo “fuori tetto” una quindicina di strutture sanitarie private accreditate.
Molte di queste strutture così condannate al fallimento per mano pubblica, negli anni si sono contraddistinte per qualità ed efficienza ed hanno investito, crescendo in maniera sana, per produrre un eccellente servizio al territorio, divenendo finanche punto di attrazione per altre Regioni. Ma tutto ciò non è stato sufficiente a fermare la mano di chi ha scritto quella delibera.
Queste strutture sanitarie, pur di difendere la loro legittima e necessaria esistenza, hanno attivato gli opportuni percorsi giudiziari contro gli atti che hanno generato questo nefasto destino. Ma nelle nebbie di questi eventi, ci domandiamo che fine abbiano fatto le parole del Presidente Bardi e quelle dell’Assessore alla Sanità Fanelli, quando, messi a conoscenza sulle conseguenze di quella delibera, approvata in un lampo e in gran fretta e senza alcun confronto con le strutture e le associazioni, riferivano alla stampa di voler superare l’ostacolo pagando tutte le prestazioni erogate dalle strutture per l’anno 2022.
Purtroppo, il tempo è passato senza soluzioni e quelle parole sono divenute “chiacchiere”, insensibili alle ingiustizie e ai disagi più volte denunciati dalla popolazione e dagli operatori.
Nell’anno più difficile della nostra storia associativa non rinunciamo alla verità ed auspichiamo che venga riconosciuta a tutti i centri privati accreditati la giusta remunerazione per l’intero anno 2022.
A beneficio di chi non ha seguito l’intera vicenda, va sottolineato che la decisione sui tetti, operata dalla Regione a fine luglio, ha realizzato (casualmente?) il pieno pagamento e riconoscimento dell’intero anno 2022 per alcune strutture e il “sacrificio” di altre, che pur avendo prodotto prestazioni saranno pagate solo fino a settembre.
Sanità Futura denuncia un anno di pessima gestione sanitaria in cui la pressione delle liste d’attesa si è accentuata dopo il Covid come non è mai accaduto nella storia e la Basilicata oltre ad essere stata fanalino di coda nella classifica dell’erogazione dei servizi sanitari (fonte Agenas), ha scelto di mortificare anche quella piccola parte di servizio pubblico costituito dalle strutture accreditate che hanno evitato il disastro totale.
Al contempo e per voglia di verità, riconosciamo all’intero Consiglio Regionale grande sensibilità ed attenzione a questa incredibile vertenza, ciò per i molteplici interventi adottati all’unanimità in controtendenza rispetto all’incredibile inerzia del Presidente Bardi e dell’Assessore alla sanità Fanelli.
Chiediamo al Presidente Bardi e alla sua Giunta di cancellare quest’anno di ingannevoli contraddizioni e di porre immediato rimedio con un gesto di conseguenziale concretezza rispetto alle rassicurazioni pubbliche sulla volontà di remunerare le prestazioni sanitarie erogate alla popolazione da tutte, nessuno esclusa, le strutture specialistiche accreditate della Regione Basilicata.

intervento
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