Ossessioni

In fondo cos’è un’ossessione se non la caparbia volontà di dominare qualcosa, di saperla fare al meglio, di esserne il migliore interprete? Senza ossessione non c’è slancio, non si alimenta il genio, quella parte cioè di noi che sta al di sopra dell’intelligenza, ridicolizzandola.

Maradona avrà avuto l’ossessione del pallone e ci avrà speso attorno la maggior parte del suo tempo di bambino, di ragazzo e di uomo. Così per i geni della storia in ogni campo. Chi eccelle è un ossessionato.

Senza ossessione non c’è genio, c’è normalità piatta.

Forse un’ossessione non incanalata può degenerare, non so, credo. Oppure un’ossessione non ben incanalata, che non produca risultati tangibili per l’intelligenza degli altri, viene ghettizzata, chiamata pazzia, vista come un’anormalità, una malattia.

Ci si può ammalare per un’ossessione? Credo che tutti gli ossessionati siano malati, come lo sono tutti i geni, perché malato, forse, significa solo essere fuori di un binario. Poi sarebbe interessante capire anche chi ha disegnato la direzione dei binari. Perché se era un’intelligenza normale, beh, sarà una direzione assolutamente banale.

L’ossessionato dà un senso alla sua vita, sa perché vive. Gli altri no e si inventano la filosofia e le religioni.

Per un genio la religione è la sua ossessione.

Chi ha conosciuto l’ossessione non può farne a meno.

Luciano Petrullo
Luciano Petrullo
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